Cronaca
Ragusa, sposi trovati svenuti in hotel: il caso del monossido di carbonio
La vicenda risale a nove anni fa e non ha ancora trovato una conclusione dal punto di vista giudiziario: ecco quali sono le ultime novità
A distanza di nove anni da quella che avrebbe dovuto essere una serena luna di miele e che invece si trasformò in una tragedia sfiorata, il procedimento giudiziario sull'intossicazione da monossido di carbonio che coinvolse una coppia di sposi in un albergo di Ragusa si trova nuovamente in una fase cruciale. La Corte d'Appello di Catania ha infatti deciso di approfondire ulteriormente gli aspetti tecnici della vicenda prima di arrivare alla sentenza.
Il caso risale al 30 agosto 2017, quando i due coniugi furono trovati privi di sensi nella loro camera d'albergo. A consentire un intervento tempestivo fu l'allarme lanciato da un'amica della coppia, preoccupata per il mancato appuntamento con gli sposi. Le successive verifiche accertarono una grave intossicazione da monossido di carbonio.
Nel processo sono finiti sotto esame i presunti profili di responsabilità legati agli impianti della struttura ricettiva. Dopo l'assoluzione pronunciata in primo grado dal Tribunale di Ragusa nei confronti degli imputati, la Procura ha deciso di impugnare la sentenza, riaprendo di fatto il confronto giudiziario davanti ai giudici etnei.
Al centro dell'attuale fase processuale vi sono soprattutto le consulenze tecniche. Le valutazioni del perito nominato dall'accusa e quelle formulate dai consulenti delle difese hanno restituito ricostruzioni profondamente diverse sull'origine e sulle cause dell'episodio. Una distanza interpretativa che la Corte d'Appello ha ritenuto tale da richiedere un ulteriore passaggio istruttorio.
Per questo motivo è stata fissata una nuova udienza per il 20 novembre, durante la quale gli esperti saranno nuovamente ascoltati e messi a confronto sui punti più controversi emersi nel corso del dibattimento. Soltanto dopo questo passaggio la Corte deciderà la chiusura dell'istruttoria e calendarizzerà requisitoria e arringhe finali.
Il procedimento, dunque, resta aperto e la svolta potrebbe arrivare proprio dal confronto tecnico tra le diverse perizie. Un passaggio considerato fondamentale per chiarire definitivamente le responsabilità, o l'assenza di responsabilità, attorno a una vicenda che continua a interrogare la giustizia a quasi un decennio dai fatti.