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Attualità

Ragusa, furto al pronto soccorso dell'ospedale Giovanni Paolo II

Sparisce la cartella con i documenti medici di una vita: "Presenterò denuncia"

19 Settembre 2026, 00:17

Ospedale Giovanni Paolo II

L'ospedale Giovanni Paolo II di Ragusa

Non un semplice oggetto smarrito, ma una cartella contenente anni di certificazioni mediche e documentazione sanitaria personale. È quanto denuncia una cittadina che, attraverso un duro sfogo affidato ai social, racconta di essere stato vittima di un furto all'interno dell'ospedale Giovanni Paolo II di Ragusa.

Secondo il racconto pubblicato online, la cartella, nuova e contenente documenti sanitari di particolare importanza, sarebbe stata sottratta mentre si trovava temporaneamente appoggiata a una sedia all'interno dell'area del Pronto soccorso.

L'autrice del post non nasconde rabbia e amarezza per quanto accaduto. «A chi oggi mi ha rubato all'ospedale Giovanni Paolo la carpetta nuova di zecca con le certificazioni mediche di una vita», scrive, sottolineando come il valore del materiale trafugato non sia economico ma legato al contenuto custodito al suo interno.

Documenti clinici, certificazioni e attestazioni raccolti nel corso degli anni che, adesso, rischiano di essere andati perduti. Un episodio che assume contorni ancora più gravi perché avvenuto all'interno di una struttura sanitaria, luogo in cui cittadini e pazienti dovrebbero sentirsi tutelati e al sicuro.

Nel messaggio social la donna annuncia inoltre l'intenzione di rivolgersi alle forze dell'ordine già nelle prossime ore. «Domani esporrò denuncia ai carabinieri», afferma, spiegando di avere chiesto che vengano acquisite e visionate le immagini registrate dall'impianto di videosorveglianza presente nella zona interessata.

Secondo quanto riportato nel post, una telecamera sarebbe infatti posizionata proprio di fronte al punto in cui la cartella era stata momentaneamente lasciata, elemento che potrebbe rivelarsi decisivo per ricostruire la dinamica dell'accaduto ed eventualmente individuare il responsabile.

Il caso ha immediatamente attirato l'attenzione degli utenti sui social network, dove numerosi commenti hanno espresso solidarietà alla donna e indignazione per un gesto ritenuto particolarmente odioso. Se da un lato una cartella può apparire un oggetto di scarso valore, dall'altro il contenuto custodito al suo interno rappresenta spesso una parte fondamentale della storia sanitaria di una persona, documentazione non sempre facilmente recuperabile in tempi brevi.

Adesso la vicenda potrebbe passare all'esame delle autorità competenti. La speranza è che le immagini delle telecamere possano fornire elementi utili per recuperare la documentazione sottratta e fare piena luce su un episodio che ha suscitato forte indignazione. Perché, come evidenziato nello stesso sfogo, non è stata rubata soltanto una cartella, ma un patrimonio di documenti medici accumulati nel corso di una vita.