Attualità
Monterosso: tra fede, identità e tradizione si è conclusa la festa in onore dell'Addolorata
Numerosi i fedeli e i devoti che hanno voluto rendere onore alla patrona principale
Una comunità raccolta attorno alla propria Patrona, un paese vestito a festa e una partecipazione che ha confermato ancora una volta il profondo legame tra Monterosso Almo e Maria Santissima Addolorata. Si è conclusa con uno straordinario bagno di popolo la giornata culminante dei solenni festeggiamenti patronali dedicati alla protettrice principale del centro montano ibleo, una ricorrenza che ha saputo unire fede, devozione, identità e tradizione.

Fin dalle prime luci dell’alba, il suono festoso delle campane e i tradizionali colpi a cannone hanno annunciato il giorno più atteso dell’anno, richiamando i fedeli a vivere intensamente i momenti religiosi che hanno scandito l’intera giornata. Le celebrazioni eucaristiche del mattino hanno preparato la comunità all’appuntamento centrale della festa: la solenne concelebrazione presieduta dal vescovo di Ragusa, mons. Giuseppe La Placa, che ha voluto condividere con i monterossani il momento più significativo dell’anno liturgico dedicato alla Vergine Addolorata.
Tra gli istanti più suggestivi e intensi, la tradizionale “nisciuta” del simulacro della Santa Patrona. Un momento capace di emozionare e commuovere, accolto da applausi, preghiere e dallo spettacolo pirotecnico che ha accompagnato l’uscita della venerata effigie. Un’immagine che si rinnova ogni anno e che continua a rappresentare il cuore pulsante della devozione popolare monterossana.

La processione per le vie del paese ha trasformato il centro storico in un grande luogo di preghiera all’aperto, con migliaia di persone che hanno accompagnato la Patrona lungo il tradizionale itinerario tra strade, piazze e quartieri addobbati a festa sino alla chiesa Madre. Un percorso vissuto con intensa partecipazione dalle famiglie, dai giovani e dagli emigrati rientrati per l’occasione.

Non sono mancati gli appuntamenti che da sempre caratterizzano la festa e ne arricchiscono il valore comunitario. Grande attenzione ha suscitato la tradizionale “Cena ra Bedda Matri”, occasione di condivisione e valorizzazione delle eccellenze locali, mentre la celebrazione serale e la seconda processione, con uscita dalla chiesa Madre, hanno rinnovato il clima di raccoglimento e spiritualità che ha accompagnato l’intera giornata.

Il gran finale è stato affidato agli spettacoli pirotecnici che hanno illuminato il cielo di Monterosso Almo, trasformando la conclusione della festa in un abbraccio collettivo tra la comunità e la sua Patrona. Particolarmente emozionante il momento conclusivo in piazza Sant’Antonio con “A trasuta a Chiazza”, tra giochi di luce, riflessioni spirituali e la lettura dell’atto di consacrazione della città a Maria Santissima Addolorata.

Il rientro della processione al santuario e la ricollocazione del venerato simulacro sull’altare maggiore hanno posto il sigillo finale a giorni vissuti con intensità e partecipazione, caratterizzati da celebrazioni religiose, momenti culturali, incontri comunitari e manifestazioni di autentica devozione popolare.

La solennità dell’Addolorata si conferma così non soltanto una festa religiosa, ma uno dei momenti identitari più forti per Monterosso Almo, capace di unire generazioni diverse attorno ai valori della fede, della tradizione e del senso di appartenenza a una comunità che continua a riconoscere nella sua Patrona un punto di riferimento spirituale e umano. Una celebrazione che anche quest’anno ha lasciato nel cuore dei fedeli immagini, emozioni e ricordi destinati a rimanere vivi fino al prossimo appuntamento con la “Bedda Matri”.