Attualità
Marina di Ragusa e il lungomare Bisani, il Pd a muso duro
I consiglieri Calabrese, Podimani e Chiavola: "Spesi 5,3 milioni di euro e basta un temporale per mandare in crisi scarichi e impianto elettrico?"
“Cinque milioni e 300 mila euro di lavori e, alla prima pioggia consistente, il Lungomare Bisani sembra essersi sottoposto a una prova generale, andata male. Ma il primo acquazzone verso la fine dell’estate non può essere il collaudo del sistema di drenaggio e dell’impianto elettrico a spese dei cittadini”.
Lo dichiarano i consiglieri comunali del Partito Democratico Peppe Calabrese (capogruppo), Giuseppe Podimani e Mario Chiavola, che hanno presentato un’interrogazione e una mozione sulle condizioni del tratto del Lungomare Bisani a Marina di Ragusa interessato dai lavori di riqualificazione.
“Dopo un investimento di circa 5,3 milioni di euro – spiegano i consiglieri – è legittimo aspettarsi che un’opera appena riqualificata sia in grado di affrontare qualcosa di non propriamente imprevedibile come la pioggia. Invece, abbiamo riscontrato ristagni e accumuli d’acqua che impongono di verificare attentamente pendenze, caditoie, griglie e, più in generale, il sistema di raccolta e deflusso delle acque meteoriche”.
A questo si aggiunge un altro problema che il gruppo consiliare del PD chiede di verificare con urgenza: quello dell’impianto elettrico e dell’illuminazione.
“Dopo il forte acquazzone di sabato, l’impianto di illuminazione è andato nuovamente in blocco. Era già accaduto a gennaio, in occasione di un’altra pioggia particolarmente intensa. Ci risulta che per il ripristino sia necessario attendere che si asciughino quadri e componenti dell’impianto nei quali sarebbe entrata acqua. Se così fosse, sarebbe difficile considerarlo un inconveniente occasionale: a distanza di mesi avremmo lo stesso problema ogni volta che piove con una certa intensità”.
Per i consiglieri dem, quindi, è necessario accertare immediatamente le cause delle interruzioni e verificare che l’intero impianto presenti tutte le condizioni di sicurezza previste.
“Parliamo di un impianto nuovo, realizzato nel 2026: non è normale che la pioggia faccia saltare l’illuminazione e che per riaccenderla si debba aspettare che qualcosa si asciughi. E soprattutto, trattandosi di un impianto elettrico inserito in un contesto con pali ed elementi metallici accessibili alle persone, chiediamo che venga escluso tecnicamente qualsiasi rischio per l’incolumità dei cittadini. Su questo non sono ammesse leggerezze: l’acqua e la corrente elettrica non sono esattamente una combinazione sulla quale affidarsi alla buona sorte”.
Ma non c’è soltanto questo. “A destare perplessità è anche il precoce deterioramento di alcuni elementi dell’opera, a cominciare da pali dell’illuminazione, ringhiere e parapetti. Lo abbiamo segnalato già altre volte e ci sono stati i primi prelievi di materiali da far analizzare”.
Per questo, il gruppo PD torna a chiedere all’Amministrazione di verificare che le opere realizzate siano o meno conformi al progetto e al capitolato, accertando l’esistenza di eventuali difetti o vizi e le relative responsabilità, e di chiarire nello specifico le cause dei problemi che interessano l’impianto elettrico.
“Non vorremmo – concludono Calabrese, Podimani e Chiavola – che dopo aver pagato una volta per realizzare l’opera, i ragusani debbano pagare una seconda volta per sistemare ciò che eventualmente non è stato eseguito come avrebbe dovuto. Se dalle verifiche dovessero emergere vizi o difetti, bisognerà attivare tutte le garanzie previste e chiamare a intervenire chi ne ha la responsabilità. L’unica cosa che non deve piovere, insieme all’acqua, sono altri costi sulle tasche dei cittadini”.