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Contestata la dirigenza del Ragusa calcio, inizio di stagione troppo deludente

Due punti in cinque giornate troppo pochi. E poi gli azzurri hanno permesso al Trapani di ottenere la prima vittoria stagionale. Di chi sono le responsabilità?

27 Settembre 2026, 19:30

Contestata la dirigenza del Ragusa calcio, inizio di stagione troppo deludente

La contestazione subito dopo il fischio finale

La contestazione è cominciata quando l’arbitro non aveva ancora lasciato il terreno di gioco. Fischi, mugugni e una richiesta che si è levata con forza dagli spalti dell'Aldo Campo: l'esonero di Bianco. Perché il dato che pesa come un macigno è impietoso: due punti in cinque partite e una squadra che continua a non dare alcun segnale di crescita, né sul piano del gioco né su quello dei risultati.

La sconfitta per 1-0 contro il Trapani è soltanto l'ultimo tassello di un avvio di stagione che definire deludente appare persino riduttivo. E fa ancora più male perché arriva contro una formazione che fino a oggi non aveva vinto neppure una partita. Il primo successo dei granata è maturato proprio a Ragusa, davanti ai tifosi azzurri, trasformando una domenica già difficile in una pesante umiliazione sportiva.

A decidere la gara è stato un autentico eurogol di Jallow al 32' (nella foto sopra), una conclusione da fuori area che si è infilata alle spalle dell'estremo difensore ragusano e che, di fatto, ha indirizzato il match. Il Ragusa ha provato a reagire, ha cercato con generosità la via del pari, ma ancora una volta si è scontrato con limiti offensivi evidenti e con una manovra spesso sterile. Tanto possesso, pochi pericoli concreti, nessuna reale sensazione che il pareggio potesse materializzarsi.

E allora il problema non può essere confinato alla singola partita. La questione è molto più ampia e coinvolge inevitabilmente chi ha costruito questa squadra.

Sotto accusa c'è certamente Bianco, che finora sembra non averne azzeccata una. I numeri lo condannano e il campo, al momento, non gli offre attenuanti significative. Ma sarebbe troppo semplice fermarsi alla panchina. Le responsabilità arrivano molto più in alto.

Non si può infatti dimenticare il ruolo di Aniello Martone, investito dalla società di poteri praticamente totali nella gestione della società, dall'area tecnica ad altro. È stato lui a guidare le scelte, a impostare il mercato, a individuare uomini e strategie. È stato lui il riferimento principale della costruzione di questo Ragusa. E oggi, piaccia o no, il fallimento di questo inizio di stagione porta inevitabilmente anche la sua firma.

Curiosamente, proprio nel giorno della contestazione più dura, il plenipotenziario azzurro non era presente allo stadio. Ma l'assenza fisica non cancella le responsabilità. Le scelte effettuate in estate, almeno finora, non stanno producendo alcun risultato. Anzi, stanno portando la squadra a navigare nelle zone più pericolose della classifica.

Il confronto con la passata stagione diventa inevitabile. Anche allora il Ragusa aveva sofferto enormemente, riuscendo a salvarsi per il rotto della cuffia. Ma in panchina c'era un allenatore come Gaetano Lucenti, uno che nel corso dell'annata aveva dimostrato di conoscere il mestiere e di saper correggere la rotta nei momenti più difficili. Un tecnico che, peraltro, era convinto di poter proseguire il progetto avviato e che invece si è ritrovato improvvisamente fuori dai piani societari.

La scelta di cambiare guida tecnica era legittima. Nel calcio lo sono tutte. Ma poi bisogna assumersene le conseguenze. E al momento i fatti raccontano che il Ragusa è partito peggio dell'anno scorso, senza identità, senza continuità e con una classifica che comincia già a preoccupare.

Adesso la domanda è inevitabile: come intende intervenire la società? Continuerà a difendere l'attuale assetto tecnico o sceglierà di cambiare strada prima che la situazione diventi irreversibile?

E c'è un'altra domanda che aleggia sopra l'Aldo Campo. Quanto potrà durare ancora la pazienza dei tifosi? Perché il pubblico ragusano, storicamente, ha sempre dimostrato equilibrio, educazione e una disponibilità rara a concedere fiducia. Anche quando forse quella fiducia non era pienamente meritata. Ma ogni credito, prima o poi, si esaurisce.

Le prossime settimane saranno decisive. Saranno i risultati, come sempre, a parlare. Intanto all'orizzonte c'è la trasferta di Avola. E, viste le premesse, nessuno può permettersi di considerarla una passeggiata.

Anzi, dopo avere regalato al Trapani la prima vittoria stagionale proprio davanti al proprio pubblico, il Ragusa ha ormai esaurito il tempo delle giustificazioni. Adesso servono risposte. Immediate. Perché la contestazione di oggi potrebbe essere soltanto l'inizio.