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Attualità

Da Ravenna a Ragusa per costruirsi una nuova vita, ma il bando per gli immobili del centro storico lo esclude

L'esperienza di un cittadino arrivato dall'estero che vuole puntare sul capoluogo ibleo e che fa i conti, però, con un evidente limite

28 Settembre 2026, 15:21

15:30

Da Ravenna a Ragusa per costruirsi una nuova vita, ma il bando per gli immobili del centro storico lo esclude

Viale Leonardo da Vinci

Ha lasciato l'estero con un progetto preciso: tornare in Italia e ricominciare da Ragusa. Originario di Ravenna, un cittadino che presto si trasferirà nel capoluogo ibleo insieme alla propria famiglia ha scelto di affidare ai social una riflessione indirizzata al sindaco Giuseppe Cassì, sollevando dubbi sui criteri adottati per il bando destinato alla riqualificazione degli immobili del centro storico.

L'uomo racconta di avere scelto Ragusa dopo aver visitato la città e di essere attualmente impegnato nell'acquisto di un appartamento in viale Leonardo da Vinci. Una decisione maturata per amore della città e con la volontà di investire nel territorio in cui intende vivere stabilmente.

Proprio durante le pratiche di acquisto, il futuro residente è venuto a conoscenza delle opportunità previste dal bando comunale per il recupero degli edifici del centro storico, immaginando di poter beneficiare degli incentivi per affrontare le spese di ristrutturazione e di adeguamento degli impianti.

La sorpresa è arrivata quando ha scoperto che l'immobile non rientra nell'area individuata dal Comune.

«Essendo viale Leonardo da Vinci in pieno centro città, non avevo alcun dubbio sul fatto di poter usufruire di tale finanziamento. Purtroppo non è così», scrive nel suo messaggio, evidenziando come la strada sia stata esclusa dal perimetro del bando insieme ad altre vie considerate centrali.

Da qui la richiesta di chiarimenti all'amministrazione comunale: perché circoscrivere in modo così restrittivo il concetto di centro storico? Una domanda che si trasforma ben presto in una riflessione più ampia sulle politiche di rigenerazione urbana.

Il cittadino racconta di avere trascorso circa un mese e mezzo a Ragusa durante l'estate per cercare la casa giusta e di avere constatato come una parte significativa degli immobili del centro storico sia stata acquistata negli anni da cittadini stranieri. Da qui la considerazione, destinata a far discutere, secondo cui molti degli interventi di valorizzazione e degli incentivi pubblici finirebbero per favorire soprattutto chi ha investito in queste proprietà.

«E gli italiani come me che hanno deciso di venire ad abitare in centro a Ragusa?», domanda provocatoriamente.

Una presa di posizione che apre un tema non secondario. Da una parte c'è la strategia del Comune volta a concentrare le risorse nelle aree più degradate e bisognose di recupero; dall'altra emerge il malcontento di chi, scegliendo Ragusa come nuova casa e investendo risorse proprie nel tessuto urbano cittadino, ritiene inspiegabile l'esclusione di alcune zone che vengono comunemente percepite come parte integrante del centro.

Il caso sollevato dal futuro residente riporta così sotto i riflettori il dibattito sui confini del centro storico e sulla distribuzione degli incentivi pubblici. Con una domanda che, al di là della singola vicenda personale, potrebbe interessare molti proprietari: chi decide dove finisce il centro di Ragusa e dove iniziano le aree escluse dai contributi?