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Attualità

Fumarole e fascia trasformata del Vittoriese, la situazione diventa sempre più calda

Le proteste non si contano più. Il problema stenta a essere risolto

29 Settembre 2026, 00:55

01:00

Carabinieri fumarole

L’ennesimo episodio di roghi di plastica nelle campagne del litorale vittoriese riaccende il dibattito su un fenomeno che da anni preoccupa residenti e associazioni ambientaliste. A sollevare nuovamente la questione è stato un duro post pubblicato sui social dal giornalista Giovanni Di Gennaro, che ha denunciato la presenza di fumi provenienti dall’area di Scoglitti, sfogando tutta la propria indignazione contro chi continua a bruciare rifiuti plastici nonostante i rischi per l’ambiente e per la salute pubblica.

Il tono del messaggio è particolarmente acceso. L’autore punta il dito contro coloro che, a suo dire, continuano a incendiare materiale plastico nelle campagne della fascia trasformata, evocando il pericolo derivante dalla produzione di sostanze tossiche come la diossina e chiedendo che si intervenga con decisione per fermare una pratica che molti cittadini denunciano da tempo.

Il post ha rapidamente generato numerose reazioni e commenti, riportando al centro della discussione un problema che interessa da anni i territori di Vittoria, Acate, Santa Croce Camerina e Scoglitti. Tra gli interventi più significativi quello di Paolo Monello, ex assessore, che pur comprendendo la rabbia espressa nel post, ha definito questi sfoghi «inutili» se non accompagnati da azioni concrete. Secondo Monello sarebbe necessario coinvolgere in modo coordinato la Provincia, i Comuni, le forze dell’ordine e la Protezione civile, utilizzando anche strumenti tecnologici come i droni per individuare i responsabili dei roghi.

Nel dibattito è intervenuto anche Salvatore Denina, sostenendo che il problema debba essere affrontato sia sul piano repressivo sia su quello organizzativo. Denina ha ricordato come l’incendio di plastica costituisca un reato ambientale e debba essere perseguito, evidenziando inoltre il rischio che il territorio possa acquisire una reputazione negativa legata all’inquinamento, con possibili ripercussioni anche sulla commercializzazione dei prodotti agricoli.

La discussione ha però messo in luce anche visioni differenti sulle cause del fenomeno. Monello ha infatti sostenuto la necessità di affrontare in maniera più strutturale il tema dello smaltimento dei rifiuti agricoli, accusando la politica di avere trascurato il problema per anni. Secondo il suo punto di vista, la questione non può essere risolta esclusivamente con controlli e sanzioni, ma richiede soluzioni pratiche e accessibili per il conferimento dei materiali plastici utilizzati nelle attività agricole.

Da qui il confronto si è spostato su un altro aspetto: se la plastica agricola venga realmente recuperata e avviata al riciclo oppure se continui ad essere smaltita illegalmente attraverso i roghi. Un interrogativo che ha alimentato ulteriormente il dibattito tra gli utenti, molti dei quali hanno richiamato quanto accade quotidianamente nelle campagne della fascia trasformata.

L’ennesima polemica social conferma, ancora una volta, come il tema dei roghi di rifiuti continui a rappresentare una delle emergenze ambientali più sentite nel territorio ibleo. Tra richieste di maggiori controlli, inviti alla repressione dei comportamenti illegali e appelli a creare un sistema efficiente di raccolta e smaltimento, resta la preoccupazione di cittadini e residenti che chiedono da anni una soluzione definitiva a un fenomeno che continua periodicamente a ripresentarsi.