Società
Ragusa, celebrati gli 80 anni di presenza dei Carmelitani scalzi in città
Un anniversario speciale con la funzione religiosa presieduta dal vescovo diocesano, mons. La Placa
Una storia di fede, preghiera e presenza costante nella comunità. Con una solenne celebrazione eucaristica, il Santuario del Carmine ha ricordato l'ottantesimo anniversario della fondazione della comunità dei Carmelitani scalzi a Ragusa, una ricorrenza che ha rappresentato un momento di gratitudine e di riflessione sul cammino compiuto e sulle prospettive future.
Ad accogliere il vescovo è stato il priore del santuario, Gianni Iacono, che nel suo intervento ha sottolineato il valore storico e spirituale della ricorrenza. «La comunità del santuario è una famiglia» ha affermato, rivolgendo un caloroso benvenuto al presule e ricordando come la presenza dei Carmelitani scalzi a Ragusa sia stata fortemente voluta dalla beata Maria Candida dell’Eucaristia, considerata la madre del Carmelo di Sicilia.

Il priore ha ripercorso le tappe fondamentali di questa storia, ricordando che il ritorno dei Carmelitani nell'isola fu possibile grazie all'instancabile opera della beata ragusana dopo la soppressione degli ordini religiosi del 1866. Un pensiero particolare è stato rivolto alla prima comunità inviata dalla Provincia Veneta che avviò il ministero a Ragusa il 29 settembre 1946, guidata da padre Casimiro Massara, primo priore del convento. «Le sue spoglie mortali riposano in questo santuario insieme a quelle di padre Pasquale, padre Paolo e fra Silvestro, e sulle loro orme continuiamo ancora oggi a camminare», ha evidenziato.

Nel corso dell'omelia il vescovo ha richiamato il valore della presenza carmelitana all'interno della Chiesa locale, evidenziando quanto sia prezioso il contributo offerto dal Carmelo in un tempo caratterizzato da ritmi sempre più frenetici.
«Vogliamo elevare al Signore la nostra preghiera attraverso l'intercessione dei santi della spiritualità carmelitana e dei santi arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele», ha detto il presule, auspicando che la presenza dei Carmelitani a Ragusa possa continuare nel tempo.
Il vescovo ha inoltre sottolineato come la spiritualità carmelitana rappresenti una risorsa importante per il territorio. «Abbiamo davvero bisogno di spazi nei quali contemplare la presenza del Signore attraverso il silenzio, l'orazione e la contemplazione, che costituiscono punti centrali della spiritualità del Carmelo», ha affermato. Dopo la funzione religiosa, anche un momento conviviale.
L'ottantesimo anniversario è stato dunque celebrato non solo come memoria di una presenza iniziata ottant'anni fa, ma anche come rinnovato impegno a custodire e tramandare un carisma che continua a rappresentare, per molti fedeli ragusani, un luogo privilegiato di preghiera, ascolto e ricerca spirituale.