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Vittoria, Zorzi attacca l'amministrazione: “La donazione dell'opera di Di Modica a Catania è uno schiaffo elegante ma sonoro”
La decisione presa dalla famiglia fa scoppiare il dibattito politico in città
La decisione della famiglia del maestro Arturo Di Modica di donare una sua opera alla città di Catania accende il dibattito politico e culturale. A intervenire con toni duri è la consigliera comunale Valeria Zorzi, che punta il dito contro l'amministrazione cittadina per quella che considera una mancata valorizzazione della figura dello scultore di fama internazionale.
Secondo Zorzi, la scelta della famiglia dell'artista rappresenta il segnale evidente di un legame che, negli ultimi anni, non sarebbe stato adeguatamente coltivato dalla città che ha dato i natali al celebre autore del "Charging Bull" di Wall Street.
«L'opera del maestro Arturo Di Modica donata dalla famiglia alla città di Catania, ma come? I nostri assessori, il sindaco non erano i più cari amici dello scultore?», afferma la consigliera, che non nasconde il proprio disappunto per quanto accaduto.
Nel suo intervento, Zorzi evidenzia come, dopo la scomparsa dell'artista, non siano state promosse iniziative di rilievo tali da mantenere viva la memoria e il prestigio di una delle personalità siciliane più conosciute nel mondo dell'arte contemporanea.
«In questi anni trascorsi dalla morte, mai una cerimonia di portata nazionale, mai un evento degno di questo nome organizzato per ricordarlo», sottolinea la consigliera, criticando quella che definisce una sostanziale assenza di progettualità culturale attorno alla figura di Di Modica.
Per Zorzi, quanto realizzato finora non sarebbe stato sufficiente a rendere omaggio al maestro. «Tutto si è fermato a un recinto intorno al Cavallo Ipparino e a una targa», aggiunge, facendo riferimento agli interventi messi in atto negli ultimi anni per ricordare lo scultore.
Da qui l'affondo politico nei confronti dell'amministrazione comunale. La consigliera interpreta infatti la donazione dell'opera a Catania come un messaggio chiaro e simbolicamente pesante nei confronti della città che avrebbe dovuto custodire e valorizzare maggiormente l'eredità artistica di Di Modica.
«Questo gesto è uno schiaffone tanto elegante quanto sonoro», conclude Zorzi.
Le dichiarazioni della consigliera riaprono così il confronto sul rapporto tra il territorio e il patrimonio lasciato dal celebre artista siciliano, rilanciando il tema della valorizzazione culturale e della memoria di una figura che, con le sue opere, è riuscita a conquistare una notorietà internazionale. Al centro della polemica rimane la convinzione espressa da Zorzi che la città avrebbe dovuto fare di più per celebrare e promuovere il lascito di Arturo Di Modica, evitando che un riconoscimento così significativo prendesse la strada di un'altra città siciliana.