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Il caso

Aeroporto di Comiso-Ryanair, è scontro sulle cause dell’addio

La compagnia accusa Sac, l'ex sindaco Alfano replica: “La verità è un’altra”

05 Ottobre 2026, 22:49

22:51

Volo Ryanair

Il ritorno di Ryanair all’aeroporto di Comiso resta un tema aperto, ma a oltre tre anni dalla rottura tra la compagnia irlandese e la Sac continuano a emergere versioni profondamente diverse su quanto accaduto nella primavera del 2023. Da una parte c’è il racconto dell’amministratore delegato di Ryanair, Eddie Wilson, che attribuisce alla società di gestione degli aeroporti di Catania e Comiso la responsabilità del mancato accordo. Dall’altra, la posizione della Sac e quella ribadita da Giuseppe Alfano, componente del consiglio di amministrazione della stessa società ed ex sindaco di Comiso, secondo cui il vettore avrebbe preteso condizioni non compatibili con le regole che disciplinano gli incentivi pubblici.

La questione è tornata d’attualità dopo le dichiarazioni rilasciate da Wilson a Repubblica. Il numero uno di Ryanair sostiene che la compagnia sarebbe pronta a riprendere immediatamente le operazioni sullo scalo ibleo qualora venissero rispettati gli accordi già definiti in passato. Secondo la ricostruzione del manager irlandese, nell’aprile del 2023 esisteva un’intesa ormai conclusa e pronta per la firma. Una volta arrivati in Sicilia, però, la Sac avrebbe modificato la propria posizione, facendo saltare l’annuncio delle nuove rotte che Ryanair aveva programmato di presentare attraverso una conferenza stampa.

Wilson sostiene che la documentazione relativa a quell’accordo esisterebbe ancora e che la compagnia avrebbe più volte mostrato le prove della trattativa, ribadendo che la disponibilità a tornare a Comiso non è mai venuta meno. In sostanza, la tesi di Ryanair è che il progetto fosse stato condiviso e successivamente bloccato dalla controparte.

La Sac, però, ha sempre respinto questa ricostruzione. Già all’epoca della rottura, la società di gestione degli aeroporti siciliani aveva sostenuto di essere pronta a sottoscrivere l’intesa originariamente concordata e aveva accusato invece il vettore di avere avanzato richieste ulteriori rispetto a quelle inizialmente discusse. Richieste che, secondo i vertici della società, avrebbero comportato un trattamento privilegiato rispetto alle altre compagnie operanti nello scalo etneo e sarebbero risultate incompatibili con la normativa vigente.

Una posizione che negli anni non è cambiata. Nel maggio del 2025, nel corso di un confronto con il Libero Consorzio Comunale di Ragusa, l’amministratore delegato della Sac, Nico Torrisi, aveva spiegato che Ryanair avrebbe chiesto ulteriori risorse economiche provenienti da Catania per mantenere operative le rotte da e per Comiso. Una prospettiva che la società aeroportuale riteneva impossibile da accogliere.

A rafforzare questa linea interviene oggi Giuseppe Alfano, membro del consiglio di amministrazione della Sac e profondo conoscitore del dossier. Alfano contesta duramente la ricostruzione proposta dal vettore irlandese e parla apertamente di una narrazione parziale della vicenda.

Secondo l’ex sindaco di Comiso, Sac avrebbe sempre garantito a Ryanair le stesse condizioni offerte a tutte le altre compagnie aeree presenti nello scalo di Catania. Un principio che, evidenzia, non sarebbe negoziabile proprio perché gli incentivi utilizzati per sostenere il traffico aereo derivano da risorse pubbliche e, di conseguenza, non possono essere modulati in maniera arbitraria da vettore a vettore.

Per Alfano, un ulteriore elemento smentirebbe la tesi di una presunta ostilità nei confronti della compagnia irlandese: Ryanair continua infatti a operare con numerosi collegamenti da Catania, segno che il rapporto commerciale con la Sac non sarebbe mai stato compromesso.

L’esponente del cda sostiene inoltre che Comiso continui ancora oggi a rappresentare un’opportunità concreta per la compagnia. Sul territorio, ricorda, esistono strumenti incentivanti messi a disposizione da Regione Siciliana, Camera di Commercio, Libero Consorzio e dalla stessa Sac per favorire l’apertura di nuove rotte. Le porte dello scalo ibleo, quindi, resterebbero aperte a un eventuale ritorno del vettore.

La differenza tra le due posizioni è tutta qui. Per Ryanair il problema risiede nel mancato rispetto di un accordo che sarebbe già stato definito. Per Sac e per Alfano, invece, l’ostacolo sarebbe stato rappresentato da richieste economiche ritenute non sostenibili e non compatibili con il quadro normativo.

Nel frattempo, l’aeroporto di Comiso continua a fare i conti con numeri ben diversi rispetto al periodo in cui Ryanair era il principale operatore dello scalo. Dai 364.735 passeggeri registrati nel 2022 si è passati a poco più di 134mila nel 2025, un dato che testimonia il forte ridimensionamento dell’attività aeroportuale. Nonostante i tentativi di riavvicinamento e i contatti istituzionali avviati negli ultimi anni, il ritorno della compagnia irlandese rimane quindi una possibilità non ancora concretizzata.

E mentre entrambe le parti assicurano che la porta non è chiusa, resta ancora da capire chi possieda davvero la chiave per riaprire il futuro di Comiso.