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Il caso ChocoModica, la parola al consorzio: "Ricordiamo ancora le condizioni imposte da Guarducci, altro che Eurochocolate"

Il Ctcm interviene nella polemica degli ultimi giorni e fa riferimento alle parole dell'ex sindaco Piero Torchi

07 Ottobre 2026, 15:44

15:50

ChocoModica

Dopo le considerazioni diffuse in questi giorni dall’ex sindaco Piero Torchi su ChocoModica e sul futuro delle iniziative legate al Cioccolato di Modica Igp, interviene il Consorzio di Tutela, che chiede di riportare il confronto sui fatti, «non su rappresentazioni parziali» o su ricostruzioni che «il tempo e i numeri hanno già ampiamente smentito».

Nel mirino del sodalizio il richiamo alla stagione di Guarducci e alla versione siciliana di Eurochocolate, avviata proprio durante il mandato di Torchi. Un periodo che taluni oggi indicano come modello da riproporre, ma che — ricorda l’ente consortile — ebbe costi significativi per la città e per gli operatori locali. Numerosi produttori, infatti, rammentano condizioni penalizzanti: listini compressi, formule in conto vendita e pagamenti fino a 180 giorni, oltre all’impegno gravante sulle casse comunali per sostenere quell’impianto organizzativo. Riproporre oggi, con un Comune in condizioni finanziarie delicate, lo stesso schema è giudicato sorprendente. Il paragone tra ChocoModica e appuntamenti come il Palio di Siena o il Cous Cous Fest di Trapani è ritenuto, inoltre, fuorviante: eventi diversissimi per storia, natura, funzione e contesto, accostamenti suggestivi ma poco utili a interpretare i bisogni e le peculiarità del sistema produttivo modicano.

Sul piano amministrativo, il Consorzio precisa che la kermesse è inserita tra le manifestazioni di grande interesse turistico della Regione Siciliana nell’elenco allegato al D.A. n. 1554/S6 del 3 giugno 2026. Tuttavia il decreto, adottato ai sensi dell’art. 39, comma 3, della L.R. 26 marzo 2002, n. 2, stabilisce: «Entro il mese di giugno di ciascun anno, l’Assessore regionale per il Turismo, le comunicazioni e i trasporti adotta con proprio decreto il calendario ufficiale delle manifestazioni ed eventi di grande richiamo turistico che hanno luogo nell’anno successivo». Il sostegno ottenuto per l’edizione 2026, puntualizza l’organismo di tutela, proviene invece da una misura dell’Assessorato regionale all’Agricoltura, dedicata alla promozione delle produzioni agroalimentari, e non dai programmi destinati ai grandi eventi turistici. Riguardo al 2026, il Consiglio di amministrazione prima e l’Assemblea dei soci poi hanno deliberato «con senso di responsabilità» alla luce di circostanze note che hanno impedito una corretta organizzazione nei tempi utili.

Due i vincoli insuperabili: da un lato, il decreto di finanziamento regionale consente un solo differimento dell’iniziativa, facoltà già esercitata a marzo; dall’altro, la ristrettezza dei tempi residui, incompatibile con standard qualitativi, promozionali e organizzativi ritenuti imprescindibili per l’Igp e per l’immagine della città. Per questo il Consorzio ha chiesto alla Regione il differimento del contributo, ove possibile, all’esercizio 2027. «Non si tratta di una rinuncia», ma di una scelta di serietà amministrativa per evitare improvvisazioni, ridimensionamenti o eventi messi in piedi solo per rispettare una scadenza formale, nel rispetto della reputazione dell’Igp e del corretto utilizzo delle risorse pubbliche. Ai sostenitori del ritorno a modelli del passato, l’ente oppone un dato: da marzo 2019 a settembre 2026 sono state prodotte e commercializzate oltre 24 milioni e 600 mila barrette di Cioccolato di Modica Igp. Un risultato che testimonia la crescita della produzione certificata, l’ampliamento della presenza sui mercati nazionali e internazionali, il rafforzamento della reputazione e l’aumento del valore generato lungo l’intera filiera. Un progresso che non discende dal rientro di marchi esterni o dalla riproposizione di format altrui, bensì dal lavoro quotidiano delle imprese, dalla tutela della denominazione, dall’affidabilità dei controlli e dalla qualità certificata del prodotto. Una comunità di artigiani, sottolinea il Consorzio, ha compiuto un vero «miracolo economico e culturale», trasformando una tradizione locale in un’eccellenza riconosciuta, malgrado a lungo si sia confusa la “qualità dichiarata” con la “qualità certificata”. La storia recente dimostra che il futuro appartiene a certificazione, tracciabilità e difesa delle produzioni autentiche. Il Consorzio ricorda inoltre che non ha alcun obbligo di organizzare eventi sul cioccolato: la missione istituzionale è proteggere la denominazione, valorizzare il prodotto, promuovere l’Igp in Italia e all’estero, contrastare le imitazioni e sostenere lo sviluppo commerciale delle imprese aderenti. In questa direzione continuerà a concentrare energie e risorse. Alla luce delle valutazioni compiute, l’ente prende atto che ChocoModica non si terrà nel 2026.

Una scelta che non equivale a un passo indietro, ma all’avvio di una fase di progettazione più ampia e partecipata, coerente con il rilievo raggiunto dal Cioccolato di Modica Igp e dal suo sistema produttivo. In vista del 2027, di concerto con il Comune di Modica, sarà avviato un percorso di confronto aperto con tutti i portatori di interesse, pubblici e privati, per definire contenuti, obiettivi e modelli organizzativi capaci di valorizzare pienamente prodotto, imprese e territorio. Saranno confermate le collaborazioni storiche e, in parallelo, avviate ricerche di mercato per individuare le migliori soluzioni in tema di allestimenti, servizi e comunicazione. Particolare attenzione verrà riservata al coinvolgimento di istituzioni, enti di ricerca, organizzazioni e operatori nazionali e internazionali della filiera del cacao e del cioccolato, per costruire una manifestazione sempre più autorevole, inclusiva e generatrice di valore. Per il Consorzio, la crescita dell’Igp impone visione, programmazione, partecipazione e qualità delle relazioni istituzionali. L’edizione 2027 dovrà essere l’esito di questo percorso condiviso, non l’espressione di interessi di parte o nostalgie del passato.

Infine, l’organismo di tutela fa sapere di non voler alimentare né seguire polemiche sui social network, che saranno comunque monitorati. Resta ferma la facoltà di intraprendere, in ogni sede opportuna, le iniziative necessarie a salvaguardare l’immagine del Consorzio, la reputazione della denominazione Igp e gli interessi collettivi delle imprese rappresentate.