×

Il giornale di oggi

Leggi
☰

Attualità

Turismo nella città antica di Ragusa, il Ccn Antica Ibla: "Stagione positiva, ma senza particolari entusiasmi"

Il presidente La Rosa: "Continuiamo a possedere un potenziale straordinario che non riusciamo ad esprimere al meglio"

08 Ottobre 2026, 09:22

09:30

Etna, trasporti e turismo. Antica Ibla: "Servono ristori e competenze"

Il presidente Daniele La Rosa

Si chiude con un bilancio complessivamente positivo, ma senza particolari entusiasmi, la stagione estiva 2026 per il centro storico di Ragusa. È questa la valutazione del Centro commerciale naturale Antica Ibla, affidata alle riflessioni del presidente Daniele La Rosa, che invita a guardare oltre i numeri e a concentrarsi sulla qualità complessiva della destinazione.

“L’estate appena conclusa – afferma La Rosa – ha registrato presenze confortanti e una buona vitalità nelle attività commerciali e di somministrazione. Tuttavia, sarebbe sbagliato accontentarsi. Un territorio con le caratteristiche, il patrimonio culturale, paesaggistico e identitario di Ragusa Ibla e dell’intera area iblea ha potenzialità molto più ampie rispetto a quelle che oggi riusciamo a tradurre in risultati economici concreti”.

A livello nazionale, il 2026 si è confermato un anno favorevole per il turismo. Secondo i dati diffusi dal Ministero del Turismo, la stagione estiva ha fatto registrare una crescita degli arrivi e delle presenze rispetto all’anno precedente, con una domanda internazionale ancora in aumento e una Sicilia che si è collocata tra le regioni con le migliori performance in termini di occupazione delle strutture ricettive e incremento dei pernottamenti.

“Si tratta di segnali importanti – prosegue il presidente del Ccn Antica Ibla – che dimostrano come la Sicilia continui a essere una meta molto attrattiva. Ma il punto non è soltanto portare più visitatori. Dobbiamo interrogarci sulla qualità dell’esperienza che offriamo e sul valore economico che riusciamo a generare per il territorio”.

Secondo La Rosa, uno degli aspetti più delicati riguarda la sostenibilità economica delle imprese: “Le attività del commercio, della ristorazione e dell’accoglienza stanno affrontando una fase particolarmente complessa. Continuano a crescere i costi del personale, dell’energia, delle forniture, delle manutenzioni e dei servizi. Allo stesso tempo, però, il mercato impone prezzi che spesso restano bassi e questo riduce fortemente la capacità di investimento delle imprese. Se i costi aumentano e i ricavi non crescono nella stessa misura, diventa sempre più difficile migliorare la qualità dell’offerta”.

Da qui la necessità di un cambio di prospettiva. “Dobbiamo lavorare sulla qualità della destinazione nel suo insieme – aggiunge – Gli operatori privati devono continuare a fare la propria parte, investendo in professionalità, innovazione e accoglienza. Ma il pubblico deve intervenire con maggiore decisione sulle infrastrutture, sulla mobilità, sul decoro urbano e sui servizi. Non possiamo immaginare che il peso della competitività turistica ricada esclusivamente sulle spalle delle imprese”. Per il presidente del Ccn Antica Ibla, la sfida dei prossimi anni non sarà esclusivamente quella di aumentare i flussi. “Una destinazione di maggiore qualità genera più valore, consente politiche tariffarie più adeguate e, soprattutto, permette di remunerare meglio tutti gli attori della filiera: imprese, lavoratori e territorio. Non è soltanto una questione di prezzi. È una questione di valore della destinazione”.

Una riflessione che si collega anche ai temi emersi negli ultimi mesi nel dibattito internazionale sul turismo. “Qualche mese fa, durante il Destination Lab di Rimini, Josep Ejarque ha richiamato l’attenzione sulle trasformazioni che interesseranno le destinazioni turistiche da qui al 2030. La domanda sarà sempre più selettiva, l’intelligenza artificiale avrà un ruolo crescente nelle scelte dei viaggiatori, il cambiamento climatico continuerà a influenzare i flussi e sarà indispensabile costruire strategie realmente orientate alla domanda. È una visione che condividiamo pienamente”.

La Rosa conclude sottolineando come anche i territori locali debbano adeguarsi a questo nuovo scenario. “Il destination manager non può più limitarsi a promuovere una località. Deve saper decidere, progettare, coordinare e gestire il sistema turistico nel suo insieme. È una sfida che riguarda le istituzioni, le associazioni di categoria, gli operatori e le comunità locali. Solo attraverso una visione condivisa e una programmazione di lungo periodo potremo consentire a Ragusa Ibla e all’intero territorio ibleo di esprimere pienamente il proprio potenziale e competere con successo in un mercato sempre più esigente”.