Attualità
Ragusa, il consigliere comunale Buscemi aderisce alla campagna "Fuori la mafia dalla Sanità"
"La legalità deve tornare a essere la prima cura per la Sicilia"
Il consigliere comunale di Ragusa Saverio Buscemi aderisce ufficialmente alla campagna social “Fuori la mafia dalla sanità”, iniziativa lanciata a sostegno delle denunce portate avanti dall'onorevole Ismaele La Vardera e dai deputati del movimento Controcorrente in merito alle presunte infiltrazioni mafiose emerse nell'ambito della sanità siciliana.
Buscemi, primo esponente politico della provincia di Ragusa ad aver aderito al progetto politico guidato da La Vardera, intende promuovere anche nel territorio ibleo un percorso fondato sulla legalità, sulla trasparenza e sul coraggio civile, nella convinzione che il contrasto a ogni forma di condizionamento mafioso debba rappresentare una priorità assoluta per le istituzioni.
«Le vicende giudiziarie che stanno emergendo a Palermo e le denunce pubbliche dell'onorevole Ismaele La Vardera stanno contribuendo ad aprire uno squarcio su dinamiche che non possono lasciare indifferenti i cittadini onesti. Chi denuncia e rompe il silenzio non deve essere lasciato solo», sottolinea Buscemi.
Secondo il consigliere comunale ragusano, anche Ragusa può e deve fornire il proprio contributo alla costruzione di una cultura della legalità capace di contrastare sistemi consolidati e pratiche che nel tempo hanno alimentato sfiducia e disagio nei confronti delle istituzioni.
Da qui il pieno sostegno alla campagna social che porta lo slogan “Ismaele, non sei solo”, nata per manifestare vicinanza a quanti scelgono di esporsi in prima persona nella battaglia contro mafia, corruzione e malaffare.
L'iniziativa invita cittadini, amministratori e attivisti a partecipare attivamente attraverso i propri canali social, cambiando la foto profilo con la grafica ufficiale della campagna e pubblicando contenuti, fotografie e messaggi di sostegno corredati dagli hashtag dedicati.
«La Sicilia appartiene ai siciliani onesti e deve essere liberata definitivamente da ogni forma di infiltrazione criminale. Oggi più che mai serve una mobilitazione collettiva che sostenga chi denuncia e che affermi con forza il valore della legalità», conclude Buscemi.