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Sicurezza

L'Etna una questione di responsabilità: tra prevenzione del rischio e sanzioni

Le indicazioni del prefetto di Catania nell'ottica di un approccio integrato

Francesca Aglieri Rinella

06 Gennaio 2026, 08:00

13:54

L'Etna una questione di responsabilità: tra prevenzione del rischio e sanzioni

Droni per rafforzare le misure di sicurezza sull’Etna, interessato dal fronte lavico nella Valle del Bove e occhi puntati su chi viola le ordinanze emanate dai comuni che limitano l’accesso al vulcano. È quanto emerso dalla riunione convocata dal prefetto Pietro Signoriello, finalizzata a un’ulteriore definizione delle misure di prevenzione e sicurezza rispetto all’eruzione. È stata condotta un’analisi dei profili connessi alla sicurezza, alla viabilità e all’incolumità pubblica, con particolare riferimento alla gestione del flusso turistico che si è generato con l'ultima eruzione. «È stata condivisa l’esigenza - fa sapere la prefettura - di rafforzare le misure preventive di gestione delle eventuali situazioni di rischio». Negli ultimi giorni - con il vulcano che attira turisti e visitatori non sempre esperti -sono stati segnalati, infatti, episodi di avvicinamento al fronte lavico nella zona interessata dalle attività effusive da parte di persone non autorizzate e, in ogni caso, a distanze troppo vicine al fronte lavico. Tutto questo nonostante i comuni di Milo, Sant'Alfio e Zafferana Etnea abbiano emanato delle ordinanze che prevedono il divieto di accesso alle strade e ai sentieri che conducono alla Valle del Bove e sono consentite soltanto fino all'imbrunire escursioni di gruppi di massimo dieci persone accompagnate da guide autorizzate. Le ordinanze, inoltre, vietano di avvicinarsi a una distanza inferiore a duecento metri dal fronte lavico. Visto il mancato rispetto delle ordinanze, il prefetto ha deciso di intensificare ulteriormente le attività di controllo e presidio delle vie di accesso al vulcano.

In quota, intanto, continua a essere alimentato il campo lavico presente nella Valle del Bove e il fronte avanzato, che domenica si attestava a quota 1.400 metri sul livello del mare, ha raggiunto la quota di 1.360 metri affiancandosi a quello dei giorni precedenti ormai fermo e in raffreddamento. Più a monte, a quota circa 1.500 metri, c’è un nuovo flusso lavico attivo in sovrapposizione ai precedenti.