IL caso a Catania
Picchiato dall'orco, nelle carte i motivi della denuncia social della vittima
A metà gennaio ci saranno le udienze per l'iter sulla decadenza della responsabilità genitoriale del padre e della madre dell'undicenne finito al centro della violenza
Il piccolo picchiato dal padre con un mestolo di legno ha deliberatamente deciso di pubblicare il video nella pagina Facebook di suo nonno. Voleva far sapere a tutti che il genitore era da prendere in giro per aver dato botte a un ragazzino indifeso. Lo ha raccontato senza filtri agli investigatori a cui quei due minuti e mezzo di violenza sono arrivati domenica mattina. Quel bimbo i poliziotti della mobile poi lo hanno riconosciuto immediatamente: lo avevano già incontrato l’estate scorso quando avevano fatto partire una segnalazione ai servizi sociali. Ma tutto era rimasto nei gangli della burocrazia. Poi è scoppiato il caso del filmato sui social e c’è stata un’accelerazione. Ora l’undicenne è a casa dei nonni materni assieme alle tre sorelline. Intanto il Tribunale per i minorenni di Catania ha sospeso temporaneamente l’esercizio genitoriale della mamma e del papà (violento) su tutti e quattro i figli in attesa che ci sia una decisione sull’avvio del procedimento per la totale decadenza accogliendo la richiesta della procura minorile etnea.
Fra metà e fine gennaio sono state fissate le udienze in cui saranno sentiti dal giudice minorile i due genitori e la nonna materna. E separatamente il bambino. Saranno analizzati i contesti ambientali e familiari che hanno portato alla brutale punizione. Che aveva portato sabato notte al fermo del 59enne che vive in una cittadina dell’hinterland. Ma il gip ha ritenuto non vi fossero le prove di una violenza reiterata quindi è stato immediatamente scarcerato dopo l’udienza di convalida. La procura di Catania ha già annunciato che impugnerà il rigetto dell’applicazione della misura cautelare nei confronti del 59enne che comunque resta indagato per maltrattamenti, sia nei confronti del ragazzino che anche delle altre figlie.
Il Tribunale ha dato mandato a un’équipe multidisciplinare di verificare con dei controlli la capacità di svolgere le funzioni di genitori “vicari” da parte dei nonni. È stato vietato ai genitori di avvicinarsi ai figli e gli incontri con la madre avverranno in spazi protetti. Il Tribunale per i minorenni ha anche nominato una tutrice dei bambini e ha chiesto al Servizio sociale di verificare, con accessi a “sorpresa”, il rispetto delle prescrizioni assegnate e alle forze dell’ordine di vigilare sul rispetto del divieto di avvicinamento. Anche ai servizi sociali della cittadina etnea dove vive il padre dopo che ha lasciato la mamma dei quattro figli è stato sollecitato un controllo costante dell’ambiente socio-familiare.
Ma torniamo a giugno 2025. Quando il piccolo fu trovato dalla polizia su una bici mentre cercava di raggiungere la madre e le tre sorelle in un centro commerciale dove si erano recate senza di lui. Del caso è stata interessata la Procura per i minorenni che nel luglio successivo aveva incaricato i Servizi sociali del Comune di monitorare il nucleo familiare e alla fine dello stesso mese aveva sollecitato un’indagine ai Servizi sociali. Ma, secondo quanto emerso da accertamenti della Procura per i minorenni, non sarebbe stata eseguita e neppure presa in carico, anche dopo altre segnalazioni di disagio arrivate dal centro diurno frequentato da minorenni, per disfunzioni nell’erogazione dei servizi. Insomma qualcosa nella rete non ha proprio funzionato perfettamente.
Le indagini della squadra mobile di Catania intanto non si sono fermate. Il procuratore aggiunto Sebastiano Ardita e il pm Alberto Santisi stanno raccogliendo nuove testimonianze ed elementi anche da portare al Riesame per ribaltare la decisione del gip. Ma parallelamente si sta valutando anche la posizione della madre della piccola vittima.