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L'epidemia

Caos nei pronto soccorso, emergenza assoluta per l'influenza: sovraffollamenti del 600%, attese infinite e polemiche

Pronta una task force al Policlinico ma la situazione potrebbe anche peggiorare nei prossimi giorni, visto che il picco non è stato raggiunto. Barelle tutte occupate, file e corridoi strapieni

Luigi Ansaloni

08 Gennaio 2026, 06:45

Pronto soccorso Palermo

Epidemia di influenza nei pronto soccorso a Palermo

Era attesa in questi giorni, e non ha mancato l'appuntamento. La tempesta perfetta nei pronto soccorso palermitani dovuta all'epidemia di influenza è puntualmente arrivata seguendo un copione che da anni si ripete e dopo avvertimenti di virologi che non mancano da settimane. Si sapeva da mesi che quest'anno la stagione influenzale sarebbe stata particolarmente dura, e così sembra essere. Ieri in alcuni ospedali si è arrivato a un “pienone” nei pronto soccorso che non si vedeva ormai dai tempi dell'emergenza Covid, con indici di sovraffollamento che sono schizzati anche oltre il 600%. Nessuno è sceso sotto il 250%, ma la media in certe fasce orarie è stata del 400%.

  «Abbiamo avuto contemporaneamente 117 pazienti in attesa di ricovero, quando solitamente sono 60-70 - dice Massimo Geraci, responsabile del pronto soccorso del Civico di Palermo - L'organico di medici e infermieri è in linea con le esigenze del reparto. Sono mancati, invece, i servizi extra ospedalieri messi a disposizione delle case di cura in convenzione. Alcune, infatti, hanno chiuso per il periodo festivo e, di conseguenza, sono venuti a mancare diversi posti letto. Al momento - conclude Geraci - non è tanto un problema di accessi in emergenza quanto quello della permanenza in struttura con necessità di assistenza e ricovero».

Tanti i fattori che hanno portato a tutto questo, con un caos che era così atteso che già negli scorsi giorni il presidente della Regione Renato Schifani aveva preso il mano il dossier pronto soccorso in città, convocando il manager di Villa Sofia-Cervello, Alessandro Mazzara, per chiedere conto e ragione delle attese infinite negli ospedali aziendali. L'onda di contagi insomma non è arrivata proprio dal nulla. Dopotutto, bastava dare un'occhiata ai dati. Secondo quelli forniti dal Dasoe, nella settimana 22-28 dicembre in Sicilia sono stati registrati in totale 2.700 casi di influenza rispetto ai 2.200 della settimana precedente, registrando l’incidenza più alta d'Italia: 20 casi per mille abitanti seguita dalla Campania con 19 casi. Rispetto alla settimana precedente è diminuita l'incidenza nei bambini 0-4 anni ed aumentata quella nella popolazione adulta. Ovvio che Palermo sarebbe stata tra le città più colpite non solo dell'Isola, ma di tutta Italia.

«L'aumento dei casi di influenza è dovuto alle feste ed alle riunioni familiari. E aumenterà nei prossimi giorni, come avvenuto anche negli anni passati», dice Giacomo Scalzo, dirigente generale del Dasoe. Il picco sta arrivando, ma non è ancora arrivato. «L'incidenza più alta in Sicilia, non necessariamente vuol dire che le vaccinazioni non hanno funzionato - conclude - può essere solo un’anticipazione del picco epidemico che quest’anno si sta presentando in anticipo rispetto allo scorso anno. Ne sapremo di più soltanto seguendo l'incidenza nei prossimi giorni».

Intanto ieri c'è è diventate operativa la task force del Policlinico, con la direzione che ha definito un insieme di azioni finalizzate a garantire la continuità assistenziale, la sicurezza dei pazienti e l’appropriatezza dei percorsi di cura. Viene confermata la sospensione dei ricoveri programmati, ad eccezione dei ricoveri oncologici e di quelli classificati in classe A, per i quali è prevista una specifica revisione da parte della direzione sanitaria. È confermato l’attuale modello organizzativo del Pronto Soccorso, che prevede la presenza di un medico al triage in affiancamento all’infermiere triagista, nonché di un infermiere flussista dedicato alle attività di accoglienza e al trasferimento dei pazienti al momento dell’accesso. La direzione ha deliberato inoltre l’istituzione di un’unità medica dedicata alla gestione delle complicanze respiratorie correlate all’influenza, mediante la conversione di 10 posti letto attualmente afferenti ad altre discipline. L’unità opererà sotto il coordinamento del direttore dell’unità operativa di Pneumologia, con il coinvolgimento di specialisti provenienti da diverse unità operative dell’area medica, ripresa delle campagne vaccinali interne, attraverso équipe dedicate alla somministrazione dei vaccini direttamente al letto dei pazienti ricoverati e rivolte, inoltre, a tutti gli operatori sanitari non ancora vaccinati. Prevista anche la rimodulazione degli ambulatori di area medica non Pngla, al fine di garantire temporaneamente una maggiore presenza dei dirigenti medici nei turni di reparto, con implementazione della continuità ospedale- territorio, mediante specifici accordi con l’Asp per facilitare le dimissioni protette e il trasferimento dei pazienti verso i presidi ospedalieri territoriali.