Indagini
Alcamo, 32 bustine e il silenzio: la perquisizione che ha svelato un “mini market” della droga in casa
Una 44enne finisce ai domiciliari con braccialetto elettronico: aveva dosi pronte di marijuana, cocaina e crack
La porta si apre di pochi centimetri, quanto basta per far filtrare l’odore dolciastro della cannabis. Sul tavolo, accanto a una tazza ancora calda, file di involucri trasparenti già sigillati. Gli uomini dell’Arma numerano, pesano, fotografano. In meno di un’ora la perquisizione domiciliare si trasforma in un inventario di un piccolo, metodico “punto vendita” casalingo: dosi pronte, contanti, materiale per il confezionamento. E un sospetto che diventa prova, cartellinata in verbale. È accaduto ad Alcamo, dove i carabinieri della Compagnia hanno arrestato in flagranza una donna di 44 anni per detenzione illecita di sostanze stupefacenti. All’udienza di convalida, l’Autorità giudiziaria ha disposto gli arresti domiciliari con applicazione del braccialetto elettronico.
La perquisizione: come si arriva a bussare a quella porta
Secondo quanto ricostruito, l’intervento dei carabinieri nasce da un’attività info-investigativa e di controllo del territorio che negli ultimi mesi ha interessato diverse aree sensibili del Trapanese. Non è un blitz ad alto impatto, ma un colpo chirurgico: si entra in casa della sospettata e si procede a una perquisizione sistematica degli ambienti. Dentro cassetti e mobili della zona giorno spuntano confezioni già pronte, in formati omogenei che, nelle tipologie di spaccio al dettaglio, corrispondono generalmente alla vendita “a dose”. Questo è un indicatore investigativo classico: il frazionamento in porzioni uguali, la presenza di materiale per il confezionamento e il denaro in contanti, spesso di piccolo taglio, orientano gli inquirenti verso l’ipotesi della detenzione a fini di spaccio. Nel caso di Alcamo, gli elementi sono molteplici e convergenti.
Il sequestro: i numeri che contano
In casa vengono sequestrati: 44 grammi di marijuana, suddivisi in 32 dosi; 32 dosi di cocaina, per un peso complessivo di circa 8 grammi; 5 grammi di crack, ripartiti in 16 dosi e 750 euro in contanti, ritenuti provento dell’attività di spaccio.
È un quadro tipico da “retail” della droga: quantità non ingenti ma già calibrate per la vendita al consumatore finale, con tre diverse sostanze destinate a segmenti di clientela differenti per prezzo, effetti e rischio. La combinazione di marijuana, cocaina e crack indica una disponibilità che copre momenti e target diversi della domanda: dal consumo ricreativo a basso costo fino allo stimolante ad azione rapida e più invasiva.
Dalla flagranza alla misura cautelare: perché il braccialetto elettronico
L’arresto in flagranza è stato convalidato. Per la donna sono scattati gli arresti domiciliari con applicazione del braccialetto elettronico: una misura che, sul piano giuridico, non costituisce un istituto autonomo, ma una particolare modalità di esecuzione dei domiciliari prevista dall’articolo 275-bis del Codice di procedura penale. Da riforme succedutesi negli anni, il controllo elettronico è divenuto la regola salvo che il giudice ritenga altrimenti; nelle circolari ministeriali del 2025 è stato ribadito l’obbligo di attivazione senza ritardi, proprio per garantire l’efficacia della misura e sgravare il controllo tradizionale a carico delle forze dell’ordine.
Il contesto: Alcamo e il Trapanese sotto osservazione
L’operazione di Alcamo non è un episodio isolato. Nel territorio provinciale, nel corso del 2025, si sono succeduti interventi che vanno dal “microspaccio” domestico fino ai traffici più strutturati. In autunno, un’operazione congiunta di Polizia di Stato e Guardia di Finanza ha portato al fermo di cinque persone e al sequestro in mare di circa 670 chilogrammi di hashish al largo di Marsala, confermando che il Trapanese è rotta sensibile nei traffici marittimi verso la Sicilia occidentale. Sul fronte urbano, a Trapani un blitz nel rione Cappuccinelli ha portato al sequestro di oltre 1 chilogrammo di cocaina, 50 grammi di crack e armi clandestine. Sono tasselli che compongono una mappa in cui il grande traffico convive con le filiere minute dello spaccio di prossimità.
Ad Alcamo, già nel 2025 le cronache hanno registrato arresti sia della Polizia sia dei Carabinieri per il contrasto allo smercio di cocaina, marijuana e crack. La cifra delle dosi, il confezionamento casalingo e la disponibilità di contante sono ricorrenze che ritornano, così come l’attenzione alle vie di collegamento con Palermo, città spesso indicata come snodo d’approvvigionamento per i piccoli rivenditori di provincia.