Rifiuti
Amianto e veleni al Cep, Rap si affida ai privati
Novanta tonnellate di materiali di risulta bruciati e contaminati saranno finalmente rimosse. La partecipata non può agire direttamente perché le mancano le autorizzazioni, incaricata una ditta campana
Le circa novanta tonnellate di rifiuti bruciati e contaminati da amianto al Cep saranno finalmente rimosse. La discarica, le cui immagini erano iniziate a circolare in rete la scorsa estate, si trova nell’area verde di via Calandrucci, in un giardino intitolato a Peppino Impastato, proprio di fronte il nuovo murale di Totò Schillaci. L’arrivo dell’opera che raffigura il campione di Italia ’90 nel suo quartiere d’origine, non aveva fermato chi scarica abusivamente rifiuti e materiali pericolosi nell’area.
Con una delibera del consiglio d’amministrazione della Rap e su proposta del dirigente dell’area Ambiente Larissa Calì, sono stati affidati i lavori di smaltimento dei rifiuti pericolosi alla stessa ditta che poco tempo fa aveva bonificato la bretella di viale Regione siciliana in prossimità dello svincolo di Brancaccio, la Furino Ecologica srl di Napoli. Nel corso di campionamenti effettuati lo scorso ottobre sulla natura dei rifiuti dati alle fiamme nell’area, era saltata fuori la presenza di cemento-amianto che, «oltre a mettere a repentaglio la libera fruizione dell’area verde di via Calandrucci - scrive la Rap - può generare forti preoccupazioni di carattere sociale da parte dei residenti. Si è ritenuto opportuno procedere con l’affidamento diretto del servizio vista l’urgenza e le continue richieste di intervento».
Nei mesi precedenti gli operatori della società partecipata si erano dovuti fermare di fronte a quella discarica perché l’azienda non ha l’abilitazione per rimuovere la sostanza pericolosa, il cui trattamento richiede prove di laboratorio, accertamenti e verifiche tecniche, oltre che autorizzazioni speciali. Il costo complessivo dell’intervento sarà di 94.217,68 euro, iva inclusa. Poco più di ottocento euro a tonnellata. «Non ci si è mai posti il problema dell’abilitazione della Rap a rimuovere questo genere di rifiuto - dice Antonino Randazzo, consigliere comunale M5s - il Comune ha sempre agito in maniera diversa, affidando la bonifica a ditte private. Il fatto è che anche con una piccola quantità di amianto, un cumulo di rifiuti diventa tutto contaminato e deve essere trattato come rifiuto speciale pericoloso».
Adesso toccherà all’area Finanze e Bilancio emettere l’ordine di fornitura del servizio, «poi l’azienda dovrà fare un piano sanitario con l’Asp - spiega Randazzo - quindi all’inizio effettivo dei lavori potrebbe passare qualche settimana o qualche mese».
Nell’area dove sorge la discarica in futuro dovrebbe sorgere un campo sportivo intitolato a Schillaci con accesso gratuito alle attività sportive, aperto ai bimbi e ai ragazzi del Cep, ma la presenza della discarica ne impedisce la realizzazione. Per provare a fermare l’abbandono di rifiuti, gli operai del Coime avevano sistemato delle barriere in cemento intorno all’area, dopo che l’ennesimo rogo, per fortuna di lieve entità, aveva danneggiato il murale dedicato a Totò Schillaci, rovinando la “T” della scritta “Totò” a poche settimane dall’inaugurazione dell’opera firmata da Igor Scalisi Palminteri.