Il retroscena
Mille euro ai ragazzini per controllare lo Zen: l’ordine arriva direttamente dai detenuti
Sarebbe un modo da parte di chi sta dentro di continuare a controllare il quartiere attraverso giovani bande
La chiesa di San Filippo Neri allo Zen
Mille euro che i detenuti dello Zen ordinano di dare ai ragazzini ancora in libertà, per continuare a fare sentire la presenza nel quartiere. Un modo, questo, per tenere sotto controllo la situazione, cosa che chi di dovere, essendo dentro, non può più fare. In questo modo si formerebbero delle vere e proprie bande composte da giovani che vanno dai 15 ai 30 anni, e che di fatto tengono in scacco un intero quartiere. Lo Zen 2, soprattutto, con la chiesa di San Filippo Neri a fare praticamente da confine tra le due anime di quella che è la Zona Espansione Nord della città. Con le conseguenze che si sono viste nei giorni scorsi, dove persino le porte e non solo di un luogo sacro sono state crivellate dei colpi.
Un modo pericoloso, molto pericoloso, si gestire la situazione. Chiaramente allo Zen, in questo momento, c’è un pericolosissimo vuoto di potere, difficile non solo da colmare ma anche da arginare. Dare un potere del genere ai ragazzi, dargli soldi, armarli e dare loro ordini equivale e incentivare l’anarchia. Cosa che palesemente sta succedendo in questo momento in una larga parte del quartiere.
Agli investigatori, a chi lavora per cercare di andare avanti e si batte ogni giorno per migliorare la situazione, è chiaro da tempo che dietro a tutto questo ci sia un “puparo”, che muove le fila della situazione. Uno o più di uno.
Non è un segreto per nessuno che i blitz di polizia, carabinieri e direzione distrettuale antimafia abbiano dato, negli ultimi anni, colpi duri, durissimi, alle gerarchie di comando dello Zen, con esponenti di spicco finiti in carcere. Come non è un caso che proprio negli ultimi tempi la situazione di sicurezza nel quartiere è precipitata.
Intanto la zona in questi giorni appare super blindata. Ieri soprattutto, secondo quanto raccontano i residenti, è stato un continuo via vai di auto delle forze dell’ordine. I controlli aumenteranno, come deciso nell’ennesimo vertice di urgenza, giovedì in prefettura. Più controlli in strada, venti antiproiettili e "panic button" sugli autobus, videosorveglianza in tutto il quartiere e maggiore sorveglianza per la chiesa di San Filippo Neri, nel quartiere Zen. Il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, presieduto da Massimo Mariani, ha cercato di dare la scossa ad una situazione non facilmente risolvibile ed è chiaro a tutti che siamo soltanto alle battute iniziali. Le polemiche, ovviamente, non mancano. «Apprendiamo dalla stampa che il sindaco di Palermo Lagalla ha chiesto agli uffici la lista dei progetti di riqualificazione urbana relativi allo Zen. Bene, siamo contenti. Peccato che questo interesse tardivo dimostri soltanto una cosa: la sua Amministrazione su questo versante ha dormito parecchio, grazie al nostro impegno e alla sinergia con la precedente Amministrazione aveva a disposizione poco più di 35 milioni di euro per il quartiere e non li ha usati», dicono i rappresentanti del M5S eletti a Palermo in tutti i livelli istituzionali che ricordano al primo cittadino tutti gli interventi mancati a favore dello Zen.