O’ Scrusciu
La rinascita dopo il sangue e il dolore: riapre il locale di Paolo Taormina
L’annuncio della madre del ventenne ucciso ad ottobre in via Spinuzza
Le luci del locale O’ Scrusciu tornano ad accendersi. Nel vicolo Lettighieri (all’incrocio con via Spinuzza) era calato il buio dalla notte dell’omicidio, tra l’11 e il 12 ottobre scorso, quando a perdere la vita era stato il 21enne Paolo Taormina.
Da quel momento non solo le saracinesche erano rimaste abbassate, ma anche il cuore di un intero quartiere aveva smesso di battere come prima. Quel locale tanto amato da Paolo, gestito insieme alla sorella e costruito giorno dopo giorno con passione e sacrificio, è rimasto chiuso dal giorno della sua scomparsa, diventando simbolo di un dolore profondo e collettivo.
Per molti O’ Scrusciu non era soltanto un bar, ma un punto di riferimento, un luogo familiare dove ritrovarsi nel fine settimana. Lì passava una parte importante della movida palermitana, fatta di giovani, amici e volti noti, che avevano imparato a riconoscere in Paolo un ragazzo sempre disponibile, sorridente e attento agli altri.
Ieri, con la riapertura del locale, la famiglia Taormina ha scelto di trasformare il dolore in un messaggio forte e carico di significato. Un gesto d’amore, di memoria e di continuità, che va oltre l’aspetto commerciale e diventa un modo per tenere vivo il sogno di Paolo, spezzato troppo presto. Una decisione difficile, ma guidata dalla volontà di non lasciare che quel sogno si spegnesse insieme a lui. «Da stasera riapre O’ Scrusciu, ci impegneremo a portare avanti quello che era il tuo sogno», scrive la mamma, Fabiola Galioto, affidando ai social parole semplici che hanno subito raccolto centinaia di messaggi di affetto e vicinanza. Un segnale chiaro: Paolo continuerà a vivere nei ricordi di chi lo amava.
Una vita spezzata prematuramente, un vuoto che non riesce ancora oggi ad essere colmato da un spiegazione e l’unica domanda che tormenta i parenti rimane, a distanza di tre mesi, ancora la stessa: perché? Le indagini hanno permesso di ricostruire la dinamica di quella notte anche se ancora oggi, non sembra chiaro quale sia stato il movente della rissa prima e del colpo a freddo sulla nuca dopo. Alle 2.50, all’esterno del locale, si verificava una lite tra alcuni giovani. Poco dopo, Paolo usciva dal locale e si avvicinava ai protagonisti della discussione, con l’intento di sedare gli animi. Successivamente Gaetano Maranzano, reo confesso, si avvicinava a Taormina e, con un gesto fulmineo, lo avrebbe colpito alla testa.
Determinanti per l’identificazione dell’aggressore sono state le immagini delle telecamere di videosorveglianza e le testimonianze di alcuni ragazzi presenti, che hanno riconosciuto Maranzano e indicato ai carabinieri il suo profilo TikTok. Proprio sulla piattaforma cinese, il 28enne avrebbe pubblicato una sua immagine con sottofondo l’audio di un passaggio della fiction “Il capo dei capi”, un contenuto che ha tre milioni di visualizzazioni.