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Il degrado

Alloggi abusivi tra i padiglioni dello Zen, dove i garage diventano case

Nel quartiere al centro di diversi fatti di cronaca l'opaca gestione degli immobili.

Marta Genova

10 Gennaio 2026, 06:00

Lo Zen come “Gomorra”, sfida aperta alle istituzioni e il parroco grida: "Basta proclami"

Dietro i numeri, le leggi e i vertici sulla sicurezza, si nasconde il costo umano di una crisi che colpisce migliaia di persone. È una realtà complessa, che intreccia la disperazione di chi occupa per necessità, la frustrazione di chi attende legalmente un alloggio e il degrado di interi quartieri trasformati in zone franche.

«La maggioranza degli occupanti abusivi in città è composta da famiglie con bambini e anziani», ha dichiarato il commissario straordinario Iacp Alessandra Russo. Nella maggior parte dei casi, dice, è bisogno.

Sul caso Zen però emerge un dato più inquietante: 556 alloggi occupati abusivamentesotto l’orbita della criminalità organizzata”, come ha dichiarato il consigliere comunale con delega all’Emergenza abitativa Fabrizio Ferrandelli. Ma lo Zen racconta anche l’ingegno della disperazione che ha portato a creare alloggi abusivi chiudendo gli spazi tra i pilotis al piano terra dei palazzi, pensati come garage ma trasformati in micro-alloggi abusivi privi dei requisiti minimi di altezza e igienico-sanitari. Situazione non sanabili che lasciano un limbo urbanistico e umano.

C’è poi il tempo lungo di chi vive da vent’anni in un alloggio occupato. Oggi le sanatorie non ci sono più e, anche volendo rientrare nella legalità, per molte famiglie significherebbe pagare arretrati per migliaia di euro. Che non hanno.

Per Mariangela Di Gangi, consigliera comunale Pd, la priorità è sociale: «Approcci muscolari espongono le persone perbene a conseguenze più gravi. È nel vuoto dei diritti che la mafia costruisce consenso e prospera il racket. Allo Zen servono soluzioni mirate e distinguere chi ha diritto da chi sfrutta l’illegalità».

Le occupazioni, però, non sono solo Zen. L’Iacp gestisce 10.826 alloggi, ma una parte del patrimonio è già nei piani di vendita. Gli alloggi occupati senza titolo sono 2.383, molti già in richiesta di regolarizzazione. In passato sono state oltre 700 le richieste di sgombero inoltrate dall’Iacp al Comune, rimaste inevase con una risposta scritta: “Impossibile farli, mancano mezzi e personale”.

La graduatoria per l’emergenza casa oggi conta 430 famiglie. Tra i requisiti per fare istanza ci sono: essere privi di alloggio a causa di uno sfratto già convalidato o avere una ordinanza di sgombero. Ferrandelli punta ad “azzerare” l’emergenza casa recuperando circa 200 alloggi l’anno. Ma liberare case significa anche trovare nuove sistemazioni per le famiglie sgomberate che non possono essere nuovi appartamenti perché, ad oggi, non ce ne sono.