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METEO

Sicilia sotto assedio del maltempo: allerta rossa sulla riviera Jonica, scuole chiuse e venti di burrasca

Un ciclone extratropicale punta l’isola: piogge torrenziali, rischio di frane ed esondazioni su Etna e Peloritani; sopra i 1.500 metri attese bufere di neve. Ecco cosa sapere, ora per ora, e come proteggersi.

Alfredo Zermo

18 Gennaio 2026, 22:41

Sicilia sotto assedio del maltempo: allerta rossa sulla Riviera Jonica, scuole chiuse e venti di burrasca

Una luce intermittente sul lungomare di Santa Teresa di Riva tradisce l’impeto del mare: l’onda risucchia ghiaia e la ributta contro i muretti con colpi secchi, mentre sul telefono dei cittadini si moltiplicano i messaggi dei Comuni. In poche righe, il succo: domani, lunedì 19 gennaio 2026, le scuole resteranno chiuse. La Protezione civile regionale ha appena attivato l’allerta rossa sulla fascia ionica nord-orientale, da Taormina a Scaletta Zanclea, passando per Giardini Naxos, Furci Siculo e Santa Teresa di Riva. Nel frattempo, un ciclone extratropicale — battezzato come “Harry” — ingrossa i cieli, richiama Scirocco e Levante e promette venti di burrasca, piogge torrenziali, mareggiate con onde fino a 6-7 metri sullo Jonio e — sopra i 1.500 metribufere di neve lungo i versanti dell’Etna e dei Peloritani.

Il quadro che si delinea tra oggi, domenica 18, e martedì 20 gennaio è quello di un’isola spaccata: zona I (versante ionico nord-orientale) in massimo stato di allarme, altre aree tra preallarme e attenzione. Con una differenza importante: il bollettino nazionale indica allerta arancione sulla Sicilia a scala Paese, mentre l’articolazione regionale — più aderente ai micro-rischi locali — alza il livello a rosso sulla fascia orientale. È il segnale che serve: prepararsi, non esporsi, tenere libere le vie di fuga.

Che cosa sta succedendo: la dinamica del maltempo

Un’area depressionaria di matrice nordafricana alimenta un ciclone mediterraneo in evoluzione sul canale di Sicilia. L’aria mite e molto umida spinta dallo Scirocco scontra i rilievi di Etna e Peloritani, esaltando i fenomeni su versanti esposti a est e sud-est.

Tra domani lunedì 19 e martedì 20 gennaio è attesa la fase più severa: raffiche oltre i 100 km/h sulla costa ionica, onde fino a 6-7 metri, precipitazioni persistenti e localmente a carattere di nubifragio.

Sopra i 1.500 metri, l’irruzione d’aria più fredda in quota trasformarà la pioggia in neve con possibili bufere lungo i crinali etnei e peloritani, con ripercussioni su viabilità montana e linee elettriche.

Questa combinazione — vento teso, mare in salita, piogge stazionarie su bacini già stressati — alza il rischio di frane, esondazioni di torrenti minori e allagamenti urbani nelle aree depresse e nei pressi dei sottopassi.

Dove colpirà di più: focus Etna, Peloritani e Riviera Jonica

Secondo la Protezione civile regionale e i centri meteo locali, la massima criticità riguarda la Zona I (Sicilia nord-orientale, versante ionico). Qui il terreno acclive, la fitta rete di valloni e torrenti e l’urbanizzazione costiera creano un mosaico che mal sopporta precipitazioni “a treno” — i rovesci si rigenerano lungo la costa e risalgono verso i rilievi. I comuni più esposti includono:

  1. La fascia Taormina–Giardini Naxos–Letojanni.
  2. I centri della Valle d’Agrò e dell’alta riviera (da Furci Siculo a Santa Teresa di Riva, Nizza di Sicilia, Scaletta Zanclea).
  3. I versanti etnei orientali e jonici (provincia di Catania) e i pendii peloritani (provincia di Messina).

Nelle aree interne, specie lungo il bacino del Simeto, è prevista allerta arancione: ciò non significa “assenza di rischio”, ma fenomeni intensi con aggravio possibile su criticità già note (piene improvvise di affluenti, instabilità di versante).

Vento e mare: cosa attendersi sulla costa ionica

Raffiche da Scirocco e Levante fino a oltre 100 km/h tra la serata di oggi e il pomeriggio di martedì 20Mareggiate importanti con onde di 6-7 metri sul tratto ionico, rischio di ingressione marina nelle aree più basse, aerosol salino e detriti spinti sulle carreggiate costiere. Criticità su portualità minore e collegamenti marittimi: possibili cancellazioni, ritardi e rimodulazioni delle corse, specie verso le Eolie e i porti “aperti” ai quadranti orientali.

Su strade costiere e lungomari il pericolo non è solo l’acqua: tavolati, arredi e cartellonistica possono diventare proiettili sotto raffiche di burrasca. Evitare transiti non essenziali e soste in corrispondenza di moli, scogliere e spiagge.

Chiusura delle scuole e misure dei Comuni

Diverse amministrazioni comunali della Riviera Jonica hanno già emanato ordinanze di chiusura degli istituti di ogni ordine e grado per lunedì 19 gennaio; alcune prorogano al 20 gennaio in funzione dell’evoluzione meteo. Il principio è di precauzione: l’allerta rossa regionale va letta come invito a ridurre la mobilità e a garantire che edifici e strade restino presidiabili dai mezzi di emergenza. Le amministrazioni hanno inoltre disposto la chiusura di parchi, cimiteri, impianti sportivi all’aperto e, dove necessario, il posizionamento di barriere sulle vie maggiormente esposte a mareggiate e colate d’acqua.