Bagheria
La collezione «sfrattata» di cimeli storici, ora è guerra con il Comune
Avviato un progetto per un museo dedicato a cinema e tv, non c'è più spazio per le raccolte di Angelo Restivo a Palazzo Cutò. Ma lui non si arrende: «Non me ne vado»
Angelo Restivo
Un pezzo di storia di Bagheria è scomparso, nel silenzio dell’amministrazione comunale. Dopo venticinque anni di attività, l’Associazione «Giuseppe Bagnera» e il museo di Palazzo Cutò chiudono i battenti. Una collezione immensa tra manoscritti, libri, quadri e cartoline, curata e costruita da Angelo Restivo, bagherese di settantacinque anni. L’associazione ha ottenuto nel 2015 dal comune la concessione di quattro locali del primo piano di Palazzo Cutò. Lo scorso dicembre la concessione decennale è scaduta: «Mi è stato detto che devo lasciare i locali perché – spiega Restivo - hanno in programma di fondare un nuovo museo, tutto ciò in maniera verbale e frettolosa, senza comunicazioni ufficiali o possibilità di compromessi». Il nuovo museo è quello del «Cinema e Televisione», per il quale il Comune di Bagheria ha già stanziato 370mila euro divisi in tre lotti (150 il primo, 200 il secondo e 20 il terzo).
L’associazione Bagnera non è stata coinvolta in questo nuovo progetto. «Io da qui non me ne vado, finché non me lo imporranno. Ho sempre cercato di portare visibilità alla città, ma da mesi noto sempre più indifferenza da parte dell’amministrazione». Restivo ha per questo recentemente deciso di “rinunciare” alla cittadinanza bagherese. Un gesto simbolico, che rappresenta «un grido disperato - scrive - di sdegno e rabbia per la lenta morte di una parte della cultura di questa realtà cittadina».
Nelle stanze che ospitano l’associazione c’è materiale di ogni genere: elenchi telefonici della Sicilia del periodo fascista, la Costituzione del Regno delle Due Sicilie firmata da Ferdinando III, testi in siciliano del settecento come Divina Commedia e Vangelo. Poi i pezzi unici: gli occhiali d’oro del matematico Giuseppe Bagnera, bagherese vincitore del premio Premio Bordin dell’Accademia di Parigi, oltre a cimeli donati dagli stessi parenti dello scienziato. Ancora, una poesia inedita di Ignazio Buttitta, scritta a matita su una cartolina originale.
Nelle altre stanze, dove dovrebbe sorgere il nuovo museo, c’è il vuoto. L’assessore alla cultura, Daniele Vella, ha affermato che «stanno per terminare i lavori del primo finanziamento, poi si procederà con gli altri. L’allestimento finale avverrà al termine dei lavori con materiale già in possesso del Comune, coinvolgendo - conclude - tutte le persone e istituzioni che a vario titolo sono attive in questi settori». L’amministrazione non ha però fornito risposte sul destino dell’associazione.