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L'intervista

Corso dei Martiri, la nuova proprietà annuncia modifiche al masterplan e Cucinella non ci sta: «Temo una speculazione»

La convenzione fra le società e il Comune prevedeva che Mario Cucinella si occupasse delle «previsioni progettuali». Ora che potrebbero essere modificate, l'architetto interviene

12 Marzo 2026, 07:00

Corso dei Martiri, la nuova proprietà annuncia modifiche al masterplan e Cucinella non ci sta: «Temo una speculazione»

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«Guardi, il fatto è che sono spariti dalla circolazione. Li ho incontrati a Taormina, poi sono venuti anche a Milano a trovarmi e poi non li ho più sentiti. Sicuramente, io non ho modificato il mio progetto. Non ho nessun accordo con loro. Qui c’è un tema di correttezza, di autorialità. Non vorrei che fosse una operazione di marketing...».

Mario Cucinella è pacato ma fermo: lui con la nuova proprietà di corso dei Martiri non ci sta lavorando. E, quindi, quando si parla del suo masterplan che deve essere modificato bisogna farlo con una certa attenzione: o si passa da lui oppure, stando così le cose, bisogna ricominciare da capo.

«Nella convenzione c’è il mio nome», sottolinea l’architetto autore del progetto di cui si discute dal 2012. Di essere chiamato archistar non vuole saperne, ma di fatto Cucinella è uno dei più famosi architetti d’Italia, ha progettato il padiglione dell’Italia all’Expo di Osaka 2025, ha un elenco di lavori sterminato.

Mario CucinellaQuando, nel 2012, per corso Martiri della Libertà è il momento della svolta, il suo nome è nella convenzione firmata dal Comune di Catania insieme alle società proprietarie delle aree: Istica, Cecos e Risanamento San Berillo. La convenzione impegna le parti a conformarsi nella fase realizzativa alle previsioni progettuali dell'architetto Mario Cucinella, approvate dai tecnici dell'amministrazione e dalla giunta comunale, guidata all’epoca dal sindaco Raffaele Stancanelli.

Scaduta nel 2022 e prorogata per altri dieci anni, quella convenzione è dunque valida fino al 2032. Anche se Istica e Cecos, le due società proprietarie della maggior parte delle zone interessate dal progetto, sono nel frattempo passate di proprietà. Ed entrate nell’orbita delle imprese del commercialista palermitano Giancarlo Ciacciofera e della sua società Halifax.

«Non so se l’attuale sindaco sia informato del fatto che con me i nuovi proprietari non abbiano parlato. Ma, del resto, nemmeno dal Comune nessuno mi ha cercato. Qui ci sono due questioni, una formale e una etica. Quella etica attiene al rispetto e all’uso del mio lavoro. Quella formale è questa: io sono il progettista di corso dei Martiri per volontà di un’amministrazione che l’ha messo nero su bianco. Se qualcun altro sta facendo un nuovo progetto, modificando la destinazione funzionale delle aree, allora me lo si deve notificare, e non ho ricevuto nessuna comunicazione in questo senso; poi si deve rifare la convenzione, bisogna approvarla di nuovo, passare dal Consiglio comunale... - commenta Cucinella - Se invece non è così, bisogna parlare con me affinché io modifichi il progetto. Del resto, sono passati tanti anni, la necessità di fare modifiche è legittima.

La logica dell’organizzazione dello spazio pubblico nel 2012 è probabilmente diversa da quella del 2026. Senza contare che a una diversa proprietà corrisponde anche una diversa intenzione funzionale: «Ai tempi mi era stato chiesto di dare ampio spazio alla destinazione commerciale, ora comprendo che si possa volere fare altro. Ma se si discute, si discute». Qui, invece, è la discussione che è mancata.

Il timore dell’architetto è che «diventi l’ennesima storia di corso dei Martiri. Da quanti anni va avanti? Dal dopoguerra, giusto?». Giusto. Dal 1950 per l’esattezza, quando viene costituita la società Istituto immobiliare di Catania (Istica) che, poco dopo, condividerà la proprietà delle aree con la sua controllata Completamento edilizio corso Sicilia (Cecos). Ai tempi, dentro ci sono una società immobiliare vaticana, il Banco di Sicilia e la Cassa di risparmio Vittorio Emanuele. Sventrano il cuore della città per costruire un quartiere contemporaneo, una city finanziaria collegata con piazza Stesicoro. Di quell’idea si vede corso Sicilia, si vedono le fosse di corso Martiri, l’abbandono di San Berillo vecchio svuotato dei suoi residenti.

«Io un po’ di queste cose le ho viste accadere nella mia carriera», continua l’architetto Cucinella, riferendosi ai cambi di proprietà e alle visioni urbanistiche. «Il rischio - aggiunge - di modificare le prospettive per spazi come quello è che i progetti vengano frantumati in mille pezzi per fare una speculazione edilizia. Il pericolo che vedo è quello di una lottizzazione che può dare origine all’ennesima cosa... orrenda». Certo, c’è di mezzo un accordo che non è stato raggiunto con i nuovi proprietari. «Ma io lo dico soprattutto per le sorti di una città che ha bisogno di un grande progetto urbanistico. I più noti sviluppatori immobiliari hanno una storia in questo senso, non è un mestiere che uno si improvvisa. La programmazione urbanistica è una macchina complessa».

Quando i referenti della società sono andati a incontrarlo a Milano non si è trovata la quadra sulla parcella da pagare all’architetto. «Per fare un progetto bisogna investirci dei soldi, se non ci sono nemmeno quelli... Io dico spesso che a raccontare i sogni si fa presto ed è molto economico».