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Cronaca

Ecco chi era Alessandro Scapellato, il 36enne trovato morto a Ispica dopo un volo di 60 metri

Da tutti definito come persona gioiosa e solare, lascia due figli in tenerissima età

04 Aprile 2026, 22:21

22:30

Ecco chi era Alessandro Scapellato, il 36enne trovato morto dopo un volo di 60 metri

Alessandro Scapellato

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La morte di Alessandro Scapellato, 36 anni, ha gettato Ispica in un dolore profondo proprio nel Sabato di Pasqua, trasformando un giorno di attesa e rinascita in una tragedia che ha scosso l’intera comunità. Scapellato è precipitato da un’altezza di circa sessanta metri in una cava situata a ridosso del Convento di Santa Maria di Gesù, un’area segnata da pareti scoscese, dirupi improvvisi e una vegetazione fitta che rende ogni passo insidioso.

La sua auto è stata trovata con lo sportello aperto, mentre il cellulare era stato lasciato su una balaustra poco distante. Dettagli che aprono interrogativi dolorosi: cosa lo ha portato fin lì? Perché si trovava in un punto tanto pericoloso? Le risposte, al momento, non ci sono.

La scena che si è presentata ai soccorritori è stata drammatica. Il corpo del giovane era finito tra alberi, rovi e massi, in un punto difficilissimo da raggiungere. Nonostante la rapidità dell’intervento, il personale sanitario non ha potuto far altro che constatare il decesso. Le operazioni di recupero sono state lunghe e complesse: il terreno impervio ha costretto Vigili del Fuoco, Soccorso Alpino della Guardia di Finanza e volontari a procedere con estrema cautela, facendosi strada tra la vegetazione per raggiungere la salma.

Solo dopo l’autorizzazione del magistrato di turno, il corpo è stato adagiato su una barella e trasportato verso uno slargo raggiungibile a piedi. Da lì, per superare l’ultimo tratto impraticabile, è stato necessario l’intervento di un elicottero, che ha prelevato la salma e l’ha trasferita in sicurezza. Sul posto erano presenti anche i Carabinieri di Ispica, incaricati dei rilievi e degli adempimenti di legge.

Alessandro Scapellato non era un volto anonimo per la città. Titolare del bar La Movida, era conosciuto come un ragazzo solare, generoso, sempre pronto a regalare un sorriso. Un amico vero, di quelli che sanno farsi voler bene. Lascia due figli piccolissimi, un dolore che attraversa la comunità come una ferita aperta.

Mentre Ispica si stringe attorno alla famiglia, restano aperti molti interrogativi sulla dinamica del sinistro. Le autorità stanno lavorando per ricostruire con precisione le ultime ore della vittima e comprendere cosa abbia provocato la caduta fatale. C’è chi chiede che venga disposta l’autopsia, nella speranza di fare piena chiarezza su un episodio i cui contorni restano ancora tutti da definire.

In un weekend che avrebbe dovuto essere di festa, la città si ritrova invece a fare i conti con un dolore improvviso e difficile da accettare. E con il ricordo di un giovane padre, un lavoratore stimato, un amico che non c’è più.