×

Attualità

Comiso, abbattuto un albero di carrubo dopo che alcuni incivili lo avevano scelto come sito per una grigliata

La denuncia della giunta municipale per un episodio che mette in evidenza atteggiamenti inqualificabili

12 Maggio 2026, 14:41

14:50

Comiso, abbattuto un albero di carrubo dopo che alcuni incivili lo avevano scelto come sito per una grigliata

L'albero abbattuto

A Cava Porcara, uno dei luoghi naturalistici più suggestivi del territorio, si è consumato un gesto che lascia amarezza e incredulità. Un albero di carrubo, simbolo del paesaggio ibleo e parte integrante dell’identità rurale locale, è stato abbattuto dopo che alcuni incivili gli hanno appiccato il fuoco. Secondo quanto riportato, il rogo sarebbe stato acceso per improvvisare una grigliata, come se un’area naturale potesse essere trattata alla stregua di un cortile privato.

La reazione dell’amministrazione è stata immediata e carica di sconforto. Nel post diffuso sui social, la Giunta Schembari si dice “sinceramente sbigottita e amareggiata” nel constatare, ancora una volta, quanto poco rispetto ci sia per l’ambiente e per ciò che appartiene alla collettività. Un sentimento condiviso da molti cittadini, ormai abituati a vedere episodi di degrado che si ripetono con una frequenza preoccupante: rifiuti abbandonati, vandalismi, incendi dolosi, comportamenti che sembrano normalizzati da una minoranza che continua a ignorare regole e buon senso.

L’incendio al carrubo di Cava Porcara è solo l’ennesimo segnale di una deriva culturale che non può essere affrontata con i soli strumenti di controllo. Lo sottolinea la stessa amministrazione, riconoscendo che nessun sistema di sorveglianza potrà mai essere sufficiente se manca, alla base, il rispetto per il bene comune. La tutela del territorio non può essere delegata esclusivamente alle istituzioni: è un patto sociale che richiede responsabilità diffusa, consapevolezza e partecipazione.

In questo contesto, l’amministrazione ringrazia il Corpo delle Guardie Forestali, intervenuto con tempestività, e il dottor Tullio Serges, dirigente del Dipartimento Agricoltura e Foreste della Regione, che ha in concessione ventennale il sito di Cava Porcara. Un riconoscimento doveroso verso chi, quotidianamente, si impegna per proteggere un patrimonio naturale che dovrebbe essere motivo di orgoglio per tutti.

L’episodio, però, impone una riflessione più ampia. Non si tratta soltanto di condannare l’ennesimo atto di inciviltà, ma di interrogarsi su come ricostruire un senso di appartenenza e responsabilità verso i luoghi che ci circondano. Perché un carrubbo bruciato non è solo un albero perduto: è un pezzo di identità collettiva che viene meno, un segnale di quanto fragile sia il rapporto tra comunità e ambiente.