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Il canale

Plaia: le acque del torrente Arci continuano a finire in mare, e i gestori dei lidi adesso diffidano la Sidra

Accanto alla soglia di tracimazione c'è un tubo che consente comunque il deflusso di una parte dell'acqua. Per il presidente della partecipata, lo sbarramento totale è impossibile

10 Giugno 2026, 06:30

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Plaia: le acque del torrente Arci continuano a finire in mare, e i gestori dei lidi adesso diffidano la Sidra

Non sembra esserci pace per la soglia di tracimazione al canale Arci: si era passati dall'attesa per la realizzazione da parte della Sidra (poi avvenuta appena in tempo per l'avvio della stagione balneare dei lidi alla Plaia) ai danneggiamenti (dolosi?) ai tubolari fino alla “novità” del tubo che rilascia circa 10 l/s di acqua sul letto del canale e che, in questo modo, continua a sfociare a mare.

La conseguenza è la diffida alla Sidra presentata dai Lidi Alkamar e Roma affinché «entro cinque giorni si ottemperi all’ordinanza cautelare». L’ordinanza, emessa a giugno 2021, prevedeva e prevede ancora «di far cessare il versamento a mare delle acque provenienti dal canale Arci». In caso di mancata esecuzione si annuncia già la formale denuncia.

«Noi – aveva ribadito lunedì Mario Di Mulo, presidente della Sidra - riteniamo che uno sbarramento completo non sia fattibile, nonostante resti valida l'ordinanza del 2021 sulla scorta della quale si erano fatti gli sbarramenti negli anni successivi. Se qualcuno ritenesse ci siano i margini per impedire anche il minimo deflusso ecologico lo dirà – aveva aggiunto, quasi profetico - ma noi abbiamo fatto tutto ciò che la normativa amministrativa, ambientale e penale ci consente di fare».

«L’Arci è un canale naturale – ha aggiunto - su cui quest'anno per la prima volta si è espressa l'Autorità di Bacino regionale con l'Autorizzazione idraulica ambientale del 14 maggio dando una serie di prescrizioni precise per la soglia, e non certo senza motivo. Il 26 maggio era stata sottoscritta un’apposita convenzione tra Comune e Sidra e avevamo iniziato a lavorarci già dal 29 maggio con la bonifica dell'alveo prima della posa dei tubolari, che però abbiamo trovato danneggiati. Non sappiamo se si tratti di un atto doloso o meno e stiamo facendo gli opportuni approfondimenti, ma per ulteriore sicurezza stiamo valutando di installare due telecamere».

L’ordinanza citata si fonda sulla attestata presenza di reflui industriali nelle acque che attraverso Arci sfociano alla Plaia. «Come Sidra, sull’Arci dal 3 giugno stiamo mettendo in atto trattamenti biologici che eliminano la componente organica nelle acque – ha assicurato - trattamenti 20 volte più performanti rispetto all'anno scorso quando già avevano prodotto ottimi risultati. Noi riteniamo non ci siano rischi per la salute». Ma a dirlo, forse, sarà ancora una volta un tribunale.

Di certo non sfugge il “limbo” che Sidra e i suoi 115 dipendenti vivono dal 16 marzo, da quando cioè operano sul Servizio idrico integrato della città «in prorogatio», in attesa del subentro del gestore unico Servizi idrici etnei (Sie). A che punto siamo? «A oggi – risponde il presidente - non abbiamo ricevuto comunicazioni ufficiali circa la data di consegna degli impianti e il trasferimento dei dipendenti. Noi, nonostante il clima di incertezza, stiamo continuando a dare il massimo affinché il servizio venga garantito e svolto al meglio».

Da Di Mulo poi non trapela molto sul recente affidamento per il potenziamento di rete idrica e fognatura alla zona industriale (Zic), che garantirà la sopravvivenza almeno alla società. «Si è riconosciuta la rilevanza pubblica della Zic – ha commentato – è un provvedimento epocale e di grande lungimiranza da parte dell'amministrazione comunale, non è più accettabile che ci siano aziende già insediate o nuove che vogliono investire sul territorio ma senza la garanzia dei servizi essenziali. Finalmente si è posta la prima pietra per poterci muovere».

Pensando al recente stanziamento regionale (50 milioni) destinato a «strade e illuminazione» non si poteva iniziare dai sottoservizi? L'unica risposta riguarda i «contatti continui, riservati, con il commissario unico alla depurazione, Fabio Fatuzzo. Posso solo dire che ci si sta muovendo nel pieno rispetto delle normative e delle competenze».