Cronaca
Un motoscafo in avaria, un ingranaggio che si inceppa e 700mila euro gettati in mare dinanzi alla spiaggia di Casuzze: il mistero comincia a essere svelato
Il giornalista d'inchiesta Giuseppe Bascietto sta mettendo assieme i pezzi di un puzzle sempre più complicato
A Casuzze il mare ha parlato. E lo ha fatto nel modo più inatteso: non con un relitto, non con un corpo, non con un carico di droga, ma con borsoni pieni di denaro che galleggiano davanti ai bagnanti. È da questa immagine – surreale, quasi cinematografica – che parte la ricostruzione del giornalista d’inchiesta Peppe Bascietto, diventato il punto di riferimento per comprendere una vicenda che, giorno dopo giorno, si allarga oltre i confini di una semplice cronaca balneare.
Secondo Bascietto, ciò che è accaduto a poche centinaia di metri dalla spiaggia non è un episodio isolato, ma l’ultimo frammento visibile di una rotta molto più grande, un ingranaggio che collega oceani, porti, container, broker internazionali e reti criminali che attraversano il Mediterraneo senza mai mostrarsi per intero. Il guasto al motoscafo proveniente da Malta – quello che ha costretto gli uomini a bordo a gettare in mare circa 700 mila euro – è solo il punto in cui la macchina si è inceppata, lasciando emergere ciò che normalmente resta invisibile.
Bascietto individua una seconda crepa, più sottile: quella che si apre sulla terraferma, dentro un profilo Facebook che qualcuno ha provato a cancellare. È la “porta socchiusa” di Owen Jones, indicato dalla stampa come proprietario dell’imbarcazione. Jones elimina foto, video, perfino il proprio nome, ma non riesce a chiudere tutto. Un dettaglio resta: tra gli amici del nuovo profilo compare Jeffrey Cassar, padre del tredicenne trovato a bordo e arrestato a Malta per altre vicende giudiziarie. Non è una prova, non è un atto d’accusa, ma è un filo che rimane visibile mentre tutto il resto viene oscurato.
Il giornalista collega questo filo alla rotta dei container che attraversano il Malta Freeport, uno dei più grandi snodi del Mediterraneo. Qui le merci cambiano nave, destinazione, documenti. Qui – secondo le piste investigative – passerebbero carichi di cocaina provenienti dal Sud America, finanziati da capitali albanesi e trattati da broker calabresi. Non una rotta lineare, ma un sistema di compartimenti stagni: chi spedisce non è chi riceve, chi riceve non è chi finanzia, chi finanzia non è chi distribuisce.
È in questo quadro che la scena di Casuzze assume un peso diverso. Non è più solo un motoscafo rimasto senza carburante, ma l’ultimo miglio di una catena che parte da Guayaquil, attraversa l’Africa occidentale, passa da Malta e arriva sulle coste del Sud Est siciliano. Un viaggio che normalmente non lascia tracce, se non quando qualcosa va storto.
Il consigliere comunale di Ragusa Daniele Vitale, che segue con attenzione gli sviluppi dell’inchiesta, sottolinea la gravità e la portata del quadro che emerge: «Il lavoro di Peppe Bascietto è fondamentale per comprendere che ciò che è accaduto a Casuzze non è un episodio isolato, ma un frammento di una rete criminale internazionale che utilizza il nostro territorio come punto di passaggio. È essenziale che le istituzioni locali, nazionali e internazionali collaborino per fare luce su ogni dettaglio. La presenza di un minore a bordo, il denaro gettato in mare, i collegamenti digitali che emergono nonostante i tentativi di cancellazione: tutto questo ci dice che siamo davanti a una vicenda complessa, che merita la massima attenzione».
Vitale evidenzia anche l’importanza di non fermarsi alle apparenze: «Non possiamo limitarci alla superficie. Dobbiamo capire chi c’è dietro, quali reti si muovono, quali rotte vengono utilizzate. Il nostro territorio non può diventare un punto cieco del Mediterraneo. Serve trasparenza, serve coordinamento investigativo, serve la capacità di leggere i segnali che emergono, anche quando sembrano piccoli o casuali».
La domanda che resta aperta è la stessa che Bascietto pone nel suo lavoro: chi sono gli uomini che non si vedono? Chi è in grado di trattare con il Sud America, di organizzare la logistica, di far arrivare e distribuire la merce in Italia e nel resto d’Europa?
Casuzze, quel giorno, ha restituito non solo denaro. Ha restituito un errore. Un granello di sabbia finito dentro un ingranaggio costruito per restare invisibile. E quando un meccanismo del genere si inceppa, anche solo per pochi minuti, può accadere che davanti agli occhi di tutti compaia ciò che nessuno avrebbe dovuto vedere.