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Acate e la crisi idrica, Tidona: "Sostenere anche le famiglie più fragili e morose"

La consigliera comunale e provinciale tocca un tasto dolente e spiega il proprio punto di vista

28 Agosto 2026, 00:33

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Acate e la crisi idrica, Tidona: "Sostenere anche le famiglie più fragili e morose"

Irene Tidona

«Provate per un momento a mettervi nei panni di una famiglia che apre il rubinetto e non trova acqua. Legge l’avviso del Comune e scopre che, se risulta morosa, l’autobotte non verrà effettuata. Magari non telefona neppure. È questo che mi preoccupa.»

Con queste parole la consigliera comunale di Acate e provinciale, Irene Tidona, interviene con decisione sull’avviso pubblico diffuso dall’amministrazione nel pieno della crisi idrica.

La rappresentante ha presentato una formale richiesta di chiarimenti al Comune di Acate e a Iblea Acque, chiedendo di conoscere nel dettaglio la procedura adottata e le garanzie previste per le fasce più vulnerabili della cittadinanza.

«Dietro una bolletta non pagata c’è una persona. E non sempre c’è qualcuno che non vuole pagare

Può esserci una famiglia che non arriva a fine mese, una persona anziana, una rateizzazione in corso o una situazione amministrativa ancora da chiarire. Chi può pagare deve farlo, su questo non ci sono dubbi. Ma una difficoltà economica non può trasformarsi nella paura di chiedere persino dell’acqua durante un’emergenza.»

Al centro della sua presa di posizione c’è l’impatto psicologico e sociale generato dal provvedimento sui cittadini. «Non sappiamo quante persone possano aver rinunciato a telefonare pensando: “Sono moroso, tanto l’autobotte non me la mandano.” Ma anche questa possibilità deve farci riflettere», sottolinea.

«Il Comune dovrebbe essere la porta alla quale bussare quando un cittadino è in difficoltà, non una porta che qualcuno ha paura di aprire.»

Pur precisando di avere avviato un accesso agli atti per esaminare i documenti, senza esprimere giudizi preventivi sulla legittimità della procedura amministrativa, Tidona richiama un principio di equità e giustizia sociale: «Voglio conoscere le regole e capire quali tutele siano state previste.

Ma una domanda resta: quando manca l’acqua, possiamo permettere che la difficoltà economica di una famiglia diventi anche difficoltà nell’accesso a un bene essenziale? Recuperare quanto dovuto è necessario e sacrosanto. Ma l’emergenza è un’altra cosa. Quando dai rubinetti non esce acqua, bisogna trovare una soluzione anche per chi sta attraversando il momento più difficile. Perché una famiglia in difficoltà non ha meno sete delle altre. E le istituzioni hanno il dovere di non lasciare indietro nessuno.»