Al "Don bosco" e alla “Saladino”
Altro che rinvio, c’è chi anticipa e sfida il caldo: due istituti aprono le classi oggi e domani
Mentre a Palermo si discute sul possibile rinvio dell’apertura delle scuole per il caldo, c’è chi ha scelto di anticipare. Al Don Bosco la prima campanella suonerà lunedì 7 settembre, mentre all’istituto comprensivo Giuliana Saladino si ripartirà l’8, in entrambi i casi prima del 15 settembre fissato dal calendario scolastico regionale.
Al Don Bosco il nuovo anno scolastico si apre con una ricorrenza importante: l’istituto festeggia infatti i suoi 90 anni: «Novant’anni sono migliaia di giovani, famiglie, docenti, salesiani ed educatori che hanno attraversato questi ambienti», afferma il direttore don Arnaldo Riggi, sottolineando la responsabilità di continuare una storia educativa iniziata nel 1937.
Tra le novità del nuovo anno anche un regolamento interno sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale nella didattica. Non un elenco di divieti, ma uno strumento per accompagnare studenti e docenti verso un uso consapevole e responsabile della tecnologia. «Non possiamo ignorare l’intelligenza artificiale o vietarla: dobbiamo insegnare ai ragazzi a comprenderla», spiega il preside Nicola Filippone.
Per l’istituto Saladino, la decisione di partire l’8 settembre è legata soprattutto all’organizzazione didattica. La scuola, spiega il dirigente Giusto Catania, da due anni lavora con unità orarie di 50 minuti e utilizza l’anticipo dell’anno, insieme ad alcune attività del sabato, per recuperare il tempo scuola e garantire le 990 ore annuali obbligatorie.
La scuola ha però messo in campo anche alcune soluzioni contro il caldo, utilizzando risorse Pnrr per climatizzare 14 ambienti e installando pellicole sulle finestre delle aule più esposte al sole. Le classi non climatizzate, nella prima fase, termineranno le attività alle 11, mentre la scuola media utilizzerà nelle ore più calde gli spazi climatizzati, attraverso attività per classi aperte.
Per Catania, però, spostare in avanti l’inizio delle lezioni non risolverebbe il problema. «Cominciare l’8 o cominciare il 15 non cambia niente dal punto di vista climatico», sostiene. Il vero tema, secondo il dirigente, è intervenire sulla qualità degli edifici scolastici. «Posticipare è una pezza che non risolve il problema. Servirebbe un piano serio di efficientamento energetico e climatizzazione, coinvolgendo Regione e Città metropolitana». Per il dirigente infatti, il vero obiettivo della scuola è quello di «garantire il massimo delle ore che devono svolgere gli alunni».