Cronaca
Sbarchi continui a Pozzallo, cento migranti in meno di dodici ore
La macchina dell'accoglienza si è attivata con rapidità. Ma resta la portata del fenomeno
A Pozzallo gli sbarchi tornano a scandire il ritmo delle giornate, come un copione che si ripete con poche variazioni. Mercoledì, intorno alle 13, la motovedetta Cp 325 della Guardia costiera ha soccorso 80 migranti a circa 55 miglia a sud del porto ibleo. Uomini, donne e minori provenienti da Eritrea, Etiopia, Somalia e Bangladesh hanno affrontato due giorni di mare prima di essere tratti in salvo e condotti all’hotspot. I controlli sanitari hanno evidenziato numerosi casi di scabbia, segno delle condizioni estreme in cui si viaggia.
Nella notte, un secondo arrivo: la nave Ong Oyvon, con bandiera tedesca e personale di Medici senza frontiere, ha portato a terra 24 persone salvate a nord di Tripoli. Eritrei, somali, sud-sudanesi, sudanesi e yemeniti, tra cui sette minori, sono stati accolti senza particolari criticità sanitarie. Anche in questo caso, la Prefettura di Ragusa ha coordinato le procedure di sbarco e accoglienza.
Due operazioni in meno di ventiquattr’ore che confermano la ciclicità del fenomeno migratorio nel Mediterraneo: partenze, soccorsi, approdi, controlli e trasferimenti si susseguono con regolarità, come onde che ritornano. Pozzallo resta uno dei punti nevralgici di questo flusso continuo, dove ogni arrivo racconta la stessa storia di speranza e fatica, e dove la routine dell’emergenza è ormai parte della quotidianità.