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Attualità

Ispica, due ragazzi dell'istituto Curcio e lo stesso tragico destino

Orazio Spataro e Giorgio Ruta sono morti a causa di incidenti stradali

12 Settembre 2026, 01:05

01:10

Ispica, due ragazzi dell'istituto Curcio e lo stesso tragico destino

Orazio Spataro e Giorgio Ruta

Un filo rosso di dolore e memoria attraversa i corridoi dell’Istituto “Curcio” di Ispica, dove il ricordo di due giovani, Orazio Spataro e Giorgio Ruta, resta vivo nel cuore di chi ogni giorno abita la scuola accanto agli studenti.

Una tragica e crudele coincidenza accomuna le loro vite e la loro fine: entrambi ex allievi dell’istituto ispicese, entrambi scomparsi in sella alla propria moto a seguito di gravi incidenti stradali lungo la stessa direttrice. Orazio Spataro ha perso la vita il 22 luglio 2017 sulla strada che collega Pozzallo a Ispica; Giorgio Ruta è deceduto lo scorso 10 settembre sulla tratta tra Modica e Ispica.

Due ragazzi accomunati dallo stesso, ingiusto destino.

A dare voce a questo dolore è Pietro Aprile, collaboratore scolastico dell’istituto, che ha voluto condividere un ricordo toccante dei due giovani: “Sono in servizio al ‘Curcio’ da anni e ho incontrato tantissimi alunni, ma Orazio e Giorgio mi hanno segnato nel profondo e li porto con me ogni giorno”.

Nelle parole del personale scolastico non c’è spazio per i voti dei registri, ma per la vita quotidiana dei corridoi, lontana dalle cattedre: conversazioni tra una campanella e l’altra, appoggiati a un muro, fatte di battute e di un “come va?” pronunciato con sincerità.

“La vivo adesso questa mancanza – confida Aprile – perché passo ancora negli stessi punti dove ci fermavamo a parlare. E in quel punto il corridoio sembra più vuoto. Noi che lavoriamo qui vediamo i ragazzi arrivare piccoli e li vediamo uscire grandi, verso la vita. Non dovremmo mai vederli andare via per sempre”.

Una testimonianza che ricorda come la scuola non sia soltanto programmi e materie, ma soprattutto persone che si incontrano e condividono un tratto di strada.

Nei corridoi del “Curcio”, i nomi e il ricordo di Orazio e Giorgio continueranno a rimanere vivi.