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Cronaca

Il progetto di un nuovo clan nel Ragusano

Le ultime analisi del giornalista d'inchiesta Giuseppe Bascietto conducono a risultati inquietanti

12 Settembre 2026, 01:56

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Il progetto di un nuovo clan nel Ragusano

Alcuni dei protagonisti dei fatti raccontati

Per trenta giorni, tra l’inizio di luglio e i primi giorni di agosto 2026, Vittoria e Scoglitti precipitano in una spirale di violenza che non ha nulla di casuale. Aggressioni, pestaggi, accoltellamenti, incursioni nelle abitazioni e spedizioni punitive nei locali pubblici: una sequenza inquietante che, osservata nel suo insieme, rivela un disegno criminale preciso. È quanto emerge dal lavoro d’inchiesta del giornalista Giuseppe Bascietto, che ricostruisce con rigore e dettaglio la trama di un progetto di conquista del territorio.

Al centro della vicenda c’è Giovanni Gurrieri, figura già nota alle cronache giudiziarie, affiancato da Antonio Cilia, Claudio Capuzzello, Marco Romano e Domenico Cartisano. Secondo quanto ricostruito, il gruppo tenta di impadronirsi del mercato della droga e di imporre una forma più ampia di controllo economico sulla città.

Il progetto nasce durante la detenzione domiciliare di Gurrieri, quando comincia a raccogliere informazioni su spacciatori, grossisti e trafficanti, costruendo una lista di nomi destinata a orientare le prime pressioni e, successivamente, le azioni punitive. «È da questa ricognizione che nasce l’idea di compilare una lista di nomi e cognomi» .

Una lista che non resta chiusa in un cassetto: circola tra i suoi uomini e diventa la mappa operativa di un piano che mira a sostituire gli intermediari, raggiungere direttamente i fornitori e conquistare le piazze dello spaccio.

L’inchiesta di Bascietto mette in luce come il territorio non sia affatto privo di regole. A Vittoria esistono equilibri consolidati, gerarchie e alleanze che collegano criminalità locale e gruppi di origine albanese. «Non si tratta, infatti, di un solo clan organizzato intorno a un comando riconoscibile, ma di una rete nella quale soggetti e gruppi differenti possono cooperare» .

È dentro questa geografia criminale che Gurrieri tenta di inserirsi, non per ritagliarsi un ruolo marginale, ma per forzare gli equilibri e liberare spazi destinati a essere occupati da altri. Ed è qui che l’inchiesta apre interrogativi cruciali: chi garantisce a Gurrieri la possibilità di muoversi? Chi gli assicura che i fornitori siano disposti a modificare rapporti consolidati? Chi trae vantaggio dalla conquista del mercato?

«Il nome del mandante non c’è ancora, ma la sequenza delle aggressioni lascia emergere l’ipotesi che Gurrieri non abbia agito soltanto come promotore del progetto sul territorio» .

Il passato criminale di Gurrieri, ricostruito nel documento, aiuta a comprendere perché proprio a lui venga affidata un’operazione di questa portata. Denunce, arresti, condanne, legami con ambienti della criminalità vittoriese: un profilo che si inserisce perfettamente nella logica del progetto. «Il 22 marzo 2017 Gurrieri viene denunciato in stato di libertà per ricettazione e detenzione abusiva di armi e munizioni» .

La violenza esplode a Scoglitti, dove quattro cittadini stranieri, già raggiunti dagli uomini di Gurrieri durante la sua detenzione, vengono aggrediti perché non hanno interrotto lo spaccio. Non si tratta di una lite occasionale, ma della fase punitiva di un piano costruito nei mesi precedenti. «Partono i pugni e i calci… Quando compare la lama, però, l’aggressione supera la soglia del pestaggio» .

Dopo Scoglitti, la violenza si sposta a Vittoria, raggiunge via Roma e arriva fino alla casa dei fratelli Di Modica. Una progressione che, secondo l’inchiesta di Bascietto, non può essere interpretata come una serie di episodi isolati, ma come l’esecuzione di un ordine più ampio, impartito da chi ha interesse a ridisegnare gli equilibri criminali della città.

Il lavoro del giornalista ricostruisce così un quadro inquietante: un territorio attraversato da alleanze e tensioni, un gruppo che tenta di inserirsi con la forza, un mandante ancora senza nome e una sequenza di violenze che rivela un progetto criminale più vasto di quanto appaia. Un’inchiesta che apre domande decisive e che, per la prima volta, mette in fila gli elementi di una strategia che ha trasformato l’estate 2026 in una stagione di paura e di fuoco.