×

Cronaca

Modica e i funerali di Giorgio Ruta, il padre: "Mai autorizzata raccolta fondi"

L'intervento per prendere le distanze da una iniziativa che il genitore dice di non condividere

12 Settembre 2026, 13:32

13:40

"Giorgio, figlio mio, sei volato in cielo troppo presto"

La vittima e il papà, Ignazio Ruta

La voce di Ignazio Ruta, padre di Giorgio, il giovane di 17 anni morto nel tragico incidente sulla Modica–Pozzallo, arriva chiara e ferma in un momento segnato da un dolore che non concede tregua. In queste ore, mentre la comunità continua a stringersi attorno alla famiglia, Ignazio ha sentito il bisogno di intervenire pubblicamente per chiarire la propria posizione riguardo a una raccolta fondi avviata dopo la scomparsa del figlio.

Ruta spiega di essere stato contattato da moltissime persone, colpite dalla tragedia e desiderose di offrire un sostegno. Proprio per rispetto di Giorgio e della sua memoria, ha ritenuto necessario precisare che non ha mai promosso, richiestoautorizzato alcuna raccolta fondi, né è stato informato preventivamente dell’iniziativa. Si tratta, sottolinea, di un gesto al quale è completamente estraneo e dal quale prende espressamente le distanze, non avendone condiviso né l’avvio, né le modalità, né le finalità.

Ignazio aggiunge che, per quanto lo riguarda, non aveva rappresentato a nessuno la necessità di raccogliere somme di denaro, né aveva chiesto sostegno economico in relazione alla scomparsa del figlio. Una puntualizzazione che nasce dal bisogno di tutelare la dignità del ragazzo e la serenità di chi, in queste ore, sta manifestando affetto sincero.

Nel suo messaggio, Ruta ringrazia profondamente tutte le persone che lo hanno chiamato, scritto e abbracciato idealmente in un momento così difficile. Parole che testimoniano la gratitudine di un padre che, pur devastato dal lutto, riconosce la vicinanza della comunità e la considera un sostegno prezioso.

Il suo appello finale è un invito alla discrezione e al rispetto: “Il mio unico desiderio è che il nome e la memoria di Giorgio vengano rispettati con la dignità che meritano”. Una preghiera che si chiude con un pensiero rivolto al figlio: che il buon Dio lo abbia in gloria.

Un messaggio sobrio, composto, ma profondamente umano, che restituisce la misura del dolore di una famiglia e la volontà di preservare la memoria di Giorgio con la delicatezza che ogni perdita merita.