Cronaca
Ragusa, riceve un pugno per un commento. E ora rischia l'occhio
L'episodio denunciato dalla madre che si è già rivolta alle forze dell'ordine: "Ma in che mondo viviamo?"
Violenza inaudita ha scosso Ragusa, dove un giovane è stato aggredito brutalmente per un semplice commento sui social. A denunciare l’accaduto è stata la madre del ragazzo che in un post pubblico ha espresso tutta la rabbia e il dolore per quanto accaduto: suo figlio, colpito con un pugno al volto, rischia di perdere un occhio.
Secondo quanto riferito dalla donna, il giovane è stato operato d’urgenza e si trova ora sotto osservazione. Le sue condizioni sono stabili, ma la prognosi resta riservata. La madre parla di un gesto di violenza gratuita, incomprensibile, scatenato da un commento online che avrebbe provocato la reazione spropositata dell’aggressore.
«Non mi spiego perché così tanta violenza, solo per un commento», scrive la donna, che si rivolge direttamente a chi ha colpito suo figlio, definendo il gesto “disumano” e assicurando che “la legge farà il suo corso”.
La vicenda è stata denunciata alle forze dell’ordine, che hanno avviato le indagini per ricostruire la dinamica e identificare tutti i responsabili. L’aggressione, avvenuta in pieno centro, ha suscitato sgomento e indignazione tra i cittadini, che sui social hanno espresso solidarietà alla famiglia e condanna per l’ennesimo episodio di violenza giovanile.
Gli inquirenti stanno raccogliendo testimonianze e verificando le immagini delle telecamere di sorveglianza della zona per chiarire ogni dettaglio. Intanto, la madre chiede giustizia e lancia un appello alla comunità: «Non possiamo restare indifferenti davanti a tanta ferocia. Mio figlio ha pagato con la salute un gesto di civiltà: un commento, una parola. Ma nessuna parola giustifica un pugno che può distruggere una vita».
Un episodio che riaccende il dibattito sulla violenza tra giovani, spesso alimentata da tensioni sui social e da un clima di intolleranza crescente. Ragusa, ancora una volta, si ritrova a fare i conti con una ferita che colpisce non solo una famiglia, ma l’intera comunità.