×

Cronaca

Ragusa, una caduta in moto e due modi opposti di stare sulla strada

C'è chi aiuta e c'è chi invece fa finta di niente: il racconto di una esperienza

18 Settembre 2026, 01:24

Ragusa, una caduta in modo e due modi opposti di stare sulla strada

La ricostruzione della scena raccontata nell'articolo

In una delle scorse notti, all’angolo tra Corso Italia e via San Vito, a Ragusa, un ragazzo è finito a terra con la sua moto dopo aver perso aderenza sui mattoni lisci e bagnati che separano l’asfalto dal marciapiede. Un punto critico, noto a chi percorre quella curva, dove la pavimentazione può diventare insidiosa soprattutto nelle ore notturne.

A raccontare l’episodio è un genitore, che ha voluto ringraziare pubblicamente un signore e un ragazzo – di cui non conosce le generalità – che si sono fermati senza esitazione per aiutare suo figlio. Un gesto semplice, ma prezioso: hanno controllato che stesse bene, lo hanno aiutato a rialzarsi e si sono assicurati che potesse ripartire. Una dimostrazione concreta di civiltà, di quella solidarietà spontanea che spesso passa sotto silenzio ma che fa la differenza.

Accanto alla buona azione, però, c’è l’altra faccia della storia. Il genitore denuncia infatti il comportamento di un automobilista che, fermatosi allo stop dello stesso incrocio, avrebbe occupato il centro della carreggiata, costringendo il giovane motociclista a una traiettoria più stretta e a finire proprio sui mattoni scivolosi. L’uomo non si sarebbe neppure fermato dopo la caduta. Un atteggiamento che pesa, perché racconta un modo di stare sulla strada fatto di disattenzione e indifferenza.

L’episodio riapre anche un tema di manutenzione urbana: quei mattoni, un tempo martellati per garantire maggiore aderenza, oggi risultano lisci e pericolosi. Il genitore chiede al Comune di Ragusa un intervento mirato, ricordando che la sicurezza non dipende solo dal comportamento degli automobilisti, ma anche dalla cura delle superfici stradali, soprattutto nei punti più trafficati.

La vicenda, nel suo piccolo, mette in luce due modi opposti di vivere la città: da una parte chi si ferma, aiuta e si assume una responsabilità collettiva; dall’altra chi ignora ciò che accade a pochi metri da sé.
E dimostra che la sicurezza stradale non è solo una questione di regole, ma di attenzione reciproca, di manutenzione e di quella educazione civica che si manifesta nei gesti quotidiani.