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Spettacoli

Ragusa, il teatro racconta le donne che hanno sfidato giudizi e discriminazioni

Oggi sul palco della Badia l'appuntamento promosso dallo Spi Cgil per lanciare un chiaro messaggio

21 Giugno 2026, 01:17

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Torna "Ragusa ride" al teatro Badia

L'interno del teatro Badia di corso Italia 103

Un itinerario tra arte, libertà e autodeterminazione femminile per riflettere sul lungo cammino verso l’emancipazione e la conquista dei diritti: è il cuore di “Non solo Muse”, la nuova pièce di Pino Migliorisi in scena oggi, domenica 21 giugno, alle 18, al Teatro della Badia di Ragusa, in corso Italia 103. Ingresso gratuito.

La rappresentazione, promossa da Giovanna Battaglia, componente della segreteria dello Spi Cgil di Ragusa, e da Cecilia Tumino, responsabile del Coordinamento Donne dello Spi Cgil di Ragusa, con il patrocinio della Cgil di Ragusa e dell’Auser provinciale, porta sul palco alcune figure femminili che tra Ottocento e Novecento hanno segnato la storia dell’arte, anticipando con le loro scelte e il loro coraggio molte delle battaglie del femminismo contemporaneo.

Al centro emergono le vicende di Camille Claudel e Jeanne Hébuterne, artiste di straordinario talento troppo spesso ricordate solo in relazione ai loro celebri compagni. La messa in scena restituisce loro voce, identità e autonomia, in un ideale riscatto storico che valorizza il percorso umano e creativo di entrambe.

Accanto a loro rivivono altre protagoniste emblematiche: Rosa Bonheur, celebre pittrice animalista che sfidò le convenzioni sociali ottenendo un’autorizzazione speciale per indossare i pantaloni e lavorare negli spazi pubblici; Suzanne Valadon, autodidatta che rivoluzionò la rappresentazione del corpo femminile; e Marie Laurencin, interprete di una pittura capace di celebrare solidarietà e sorellanza.

L’iniziativa si inserisce in un progetto culturale più ampio promosso dal Coordinamento Donne dello Spi Cgil di Ragusa, da anni impegnato nella sensibilizzazione contro la violenza di genere e nella promozione dell’autodeterminazione femminile attraverso i linguaggi dell’arte, del teatro e del cinema.

Un percorso avviato nel 2024 con la proiezione del mediometraggio “La stagione dei tulipani” della regista Melania La Colla, dedicato alla storia vera di Maria Stella, vittima di violenze domestiche e psicologiche, e proseguito nel giugno 2025 con il toccante spettacolo su Artemisia Gentileschi, scritto e interpretato da Giulia Guastella.

La parabola di Artemisia resta uno dei simboli più potenti di resilienza: dopo aver subito una violenza e un processo pubblico umiliante, seppe trasformare il dolore in straordinaria forza creativa, diventando la prima donna ammessa all’Accademia del Disegno di Firenze e consegnando alla storia opere in cui le donne non sono figure passive, ma protagoniste forti e determinate del proprio destino.

È questo il filo rosso che unisce tutte le iniziative promosse dallo Spi Cgil di Ragusa: raccontare donne capaci di trasformare ostacoli, discriminazioni e sofferenze in occasioni di riscatto personale e collettivo. “La parità, spiegano le promotrici dell’iniziativa, non è una conquista definitiva, ma un percorso che richiede consapevolezza, memoria e impegno quotidiano. Le storie di queste donne ci ricordano che ogni diritto conquistato oggi poggia sul coraggio di chi, ieri, ha avuto la forza di sfidare regole, stereotipi e ingiustizie. La loro eredità continua a parlarci e a indicare la strada verso una società più libera e più giusta”.

Una lezione che attraversa il tempo e che il teatro, ancora una volta, consegna al pubblico attraverso il linguaggio universale dell’arte e della cultura.