l'ultimo ciak
Il riscatto della memoria: Favara ritrova il suo sindaco eroe nel film “Tradimento e Potere”
Finite le riprese del film di Stefano Vinciguerra basato sul libro di Calogero Castronovo e arricchito dai ricordi dei testimoni dell'epoca. Presto la prima proiezione pubblica
Ci sono storie che il tempo non può cancellare, ma che rischiano di rimanere confinate nel silenzio dei ricordi personali. La storia di Gaetano Guarino, sindaco di Favara assassinato dalla mafia il 16 maggio 1946, è una di queste. Oggi, a ottant'anni da quel tragico evento, quella stessa comunità che lo vide lottare per la giustizia si appresta a riabbracciare la sua memoria grazie al cinema. Si sono infatti concluse le riprese di “Tradimento e Potere”, il lungometraggio di circa 120 minuti che ripercorre la parabola umana, professionale e politica di un uomo che scelse di non piegare la testa, pagando con il sacrificio estremo la propria fedeltà ai valori della legalità.
Nato da un’idea di Stefano Vinciguerra — che ne firma l’ideazione, la regia e la sceneggiatura — il film è il frutto di un lavoro corale e appassionato durato mesi. Accanto a Vinciguerra, la co-regia di Lilia Alba, Dino Patti e Rino Vetro ha saputo guidare un cast numeroso e un team tecnico instancabile, capace di sfidare le bizze del clima siciliano, dal torrido caldo estivo al gelo e alle piogge invernali. Le riprese, iniziate il 1° giugno 2025, si sono articolate in circa 65 scene che ricostruiscono la vita di Guarino a tutto tondo: dalla spensieratezza dell’infanzia agli studi universitari, dalla sua attività quotidiana come stimato farmacista del paese fino alla storica elezione a sindaco e alla drammatica fine.
La forza dell'opera risiede nella sua profonda autenticità scientifica e storica. La sceneggiatura poggia solidamente sulle pagine del libro “L’assassinio di Gaetano Guarino” di Calogero Castronovo, arricchendosi ulteriormente di un patrimonio inestimabile: le testimonianze dirette degli anziani del luogo che conobbero personalmente il sindaco o che vissero in prima persona quel tormentato secondo dopoguerra.
Favara, naturalmente, è stata il set principale di questa grande operazione di memoria collettiva. Ma per restituire l'atmosfera rurale e sospesa della Sicilia degli anni quaranta, la produzione ha toccato diverse gemme dell'agrigentino: San Giovanni Gemini (con le riprese nella storica Farmacia Cacciato, vero e proprio museo del settore), Racalmuto, Grotte, Palma di Montechiaro (con l'autentica masseria Incardone) e Palma stessa. Fondamentale è stato il supporto dei cittadini e del Comune di Favara, che ha concesso il patrocinio e aperto le porte di luoghi identitari come Palazzo Città, il Castello Chiaramonte e la Biblioteca Comunale "Antonio Mendola". Un'intera comunità si è mobilitata mettendo a disposizione auto d'epoca, storici carretti siciliani, cortili privati e cimeli del tempo.
Anche la colonna sonora parla la lingua della terra e della memoria: l'ultimo ciak ha suggellato il film sulle note di “U canto della Spiranza”, brano scritto e interpretato in siciliano dalla voce intensa di Tania Vinciguerra insieme al cantastorie Antonio Zarcone. Un inno alla speranza che non vuole spegnersi.
Con la post-produzione ormai ultimata — tra montaggio, color correction e cura del suono — la pellicola si prepara alle prime proiezioni pubbliche. Ma l'orizzonte di “Tradimento e Potere” va ben oltre le sale cinematografiche. L'obiettivo dichiarato della produzione è didattico e sociale: portare il film nelle scuole per far conoscere alle nuove generazioni la figura di Gaetano Guarino. Attraverso la forza delle immagini, il sacrificio di un uomo onesto cessa di essere una tragica pagina del passato per trasformarsi in un manifesto vivo di legalità e responsabilità civile.