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Ragusa dice addio anche al cinema, Madison: "Perse le uscite più importanti dell'anno, non riapriremo più"

La proprietà rappresentata da Manuele Ilari annuncia la decisione sui social e attacca il primo cittadino: "Sua la responsabilità"

03 Agosto 2026, 12:34

12:40

In Ragusa, the heated debate of the seventh art

Una delle sale interne al Madison

Manuele Ilari, proprietario del Madison Cinemas di Ragusa, interviene sulla vicenda che da oltre tre mesi tiene spente le sale dell’unico multisala del capoluogo.

«A seguito del sopralluogo dei Vigili del Fuoco abbiamo fatto esattamente ciò che ci era stato chiesto - dichiara Ilari -. Abbiamo eseguito tutti gli interventi prescritti, potendo riaprire il cinema il giorno successivo dell’ordinanza, perché per noi la sicurezza del pubblico non è una variabile negoziabile. Da quel momento in poi il problema non è più stato tecnico ma è diventato un problema di attenzione politica».

C’è un punto che la proprietà considera dirimente e che intende ribadire pubblicamente. «Le autorizzazioni del Madison non sono mai scadute - afferma Ilari - in nessun momento di questa vicenda. La Commissione di vigilanza non doveva nemmeno essere convocata, perché i titoli erano e sono pienamente validi. Tre mesi di sale spente non avevano alcuna ragione di esistere, e questo è il cuore della vicenda: non un problema di sicurezza, ma un percorso amministrativo che si poteva chiudere in ventiquattr’ore».

A struttura ormai pronta a riaprire è arrivato un danno ulteriore. «Ci hanno portato via oltre tre chilometri di cavo dell’impianto elettrico - ricorda Ilari -. Li abbiamo rifatti interamente a nostre spese, con un investimento ingente e in tempi rapidissimi, mentre le sale restavano chiuse per un provvedimento che riteniamo non dovesse esistere. Abbiamo continuato a lavorare e a spendere per riaprire un cinema che, nei fatti, era già in condizione di riaprire».

«Per settimane abbiamo chiesto di essere ascoltati: una data, un riscontro, un atto - prosegue Manuele Ilari-. Nel frattempo le sale restavano chiuse e i costi continuavano a correre. Alla convocazione della Commissione si arriva soltanto adesso, ad agosto, quando la stagione che tiene in piedi un cinema per dodici mesi è già passata. I tempi del Comune di Ragusa sono semplicemente incompatibili con quelli di un’impresa culturale. Quello che per un’amministrazione è una pratica in coda, per noi è l’esistenza stessa della nostra impresa. Non è un semplice disguido procedurale, ma la differenza tra restare aperti e chiudere per sempre».

Il nodo, spiega Ilari, è la natura stessa dell’esercizio cinematografico. «In meno di quindici anni in Italia i cinema sono passati da circa 3.200 a poco più di mille. Tenere aperta una sala oggi significa affrontare sacrifici enormi, e l’equilibrio finanziario di un intero anno si costruisce su poche settimane, quelle delle uscite più attese. Sono esattamente le settimane che ci sono state tolte. In questo periodo sono arrivati in sala l’Odissea di Christopher Nolan, il nuovo Spider-Man, Michael, Minions e Monsters, Toy Story 5 e Il diavolo veste Prada 2. Sono i film che consentono di sostenere l’intera struttura per tutti gli altri giorni dell’anno, quelli in cui un cinema non guadagna ma resta comunque aperto, perché è un presidio culturale permanente a servizio delle persone. Per una città come Ragusa questo presidio è ossigeno e fermento».

Ilari non risparmia una critica diretta al primo cittadino. «Il sindaco è probabilmente un esperto di basket, ma di cultura conosce poco e di cinema, con ogni evidenza, nulla del tutto. È più facile trincerarsi dietro la burocrazia che ammettere di non sapere come funziona l’industria culturale. Il lassismo dell’amministrazione ha prodotto un danno incommensurabile, e non soltanto a noi, anche ai lavoratori, all’indotto e alla città».

«Voglio essere chiaro - prosegue Ilari - non c’è nessun bluff, nessuna volontà di tirare la corda. Andare avanti dopo perdite di queste dimensioni non è più possibile. La decisione è ormai presa, avendo perso le uscite più redditizie dell’anno, che erano poi quelle più attese dalla cittadinanza. L’unica cosa che mi interessa, adesso, è che le cittadine e i cittadini di Ragusa sappiano che le responsabilità della chiusura del Madison sono da ascriversi a questa amministrazione».

«Mi auguro che in futuro, di fronte a una nuova gestione, il sindaco senta l’esigenza di conoscere meglio l’industria culturale - conclude Ilari -, perché chiudere presidi come il cinema significa menomare la propria città. Forse il sindaco avrebbe dovuto vedere Spider-Man per capire come ci si arrampica sugli specchi; o l’Odissea: la nostra non si è svolta in un mare in tempesta, ma tra montagne di scartoffie utili soltanto a creare un caos senza soluzione».