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Attualità

Marina di Ragusa, l'attore Fabrizio Bentivoglio al Costaiblea film festival

La masterclass si è tenuta in piazza Torre dinanzi a un folto pubblico

13 Settembre 2026, 01:37

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Marina di Ragusa, l'attore Fabrizio Bentivoglio al Costaiblea film festival

L'attore Bentivoglio con il patron del festival, Vito Zagarrio

Per commuovere, talvolta, occorre togliere.

Sfoltire parole, gesti, spiegazioni.

Fare spazio ai silenzi, alle sospensioni, a tutto ciò che un interprete riesce a trasmettere anche senza voce.

È attorno a questa idea di essenzialità che si è articolata la masterclass di Fabrizio Bentivoglio, protagonista venerdì sera in Piazza Torre della seconda giornata del Costaiblea Film Festival.

Attore, regista e tre volte vincitore del David di Donatello, in dialogo con il direttore artistico Vito Zagarrio ha offerto al pubblico una vera lezione di cinema, ripercorrendo le tappe della propria carriera e soffermandosi sulla natura più profonda dell’interpretazione.

Il lavoro dell’attore, ha sottolineato, non risiede solo nel detto ma anche nel non detto: nelle attese, nelle pause, nei particolari che danno peso a una scena.

Una poetica della sottrazione, che privilegia la misura alla ridondanza, per lasciare affiorare l’emozione senza forzarla.

«Io non volevo essere considerato il bello, volevo essere considerato il bravo», ha confidato Bentivoglio, con quella intensità espressiva che contraddistingue il suo percorso.

E le sue parole si sono fatte racconto: aneddoti, memorie, riflessioni su un viaggio artistico che intreccia cinema, scrittura e regia.

La giornata si era aperta nel pomeriggio a Villa Ottaviano con la presentazione di Piccolo almanacco dell’attore, edito da Baldini+Castoldi e pensato per chi decide di intraprendere la professione.

L’incontro, a cura di LIOLA e organizzato dalla Pro Loco Mazzarelli, ha visto lo stesso Bentivoglio dare voce ad alcune pagine del volume, in un momento di particolare intensità e partecipazione.

Letto dall’autore che lo ha vissuto, il testo ha instaurato un dialogo diretto con la platea: un compendio di esperienze, consigli pratici ed etici, ma anche uno sguardo limpido su un mestiere che esige ascolto, misura e consapevolezza.

Dopo la masterclass, il grande schermo è tornato al centro con tre opere rappresentative di snodi diversi del suo cammino artistico.

In apertura Típota, cortometraggio del 1999 scritto, diretto e interpretato dall’attore; a seguire Lascia perdere, Johnny! (2007), che lo vede ancora una volta davanti e dietro la macchina da presa.

La serata si è chiusa con l’attesa proiezione di Eterno visionario di Michele Placido (2024), dedicato a Luigi Pirandello, cui Bentivoglio presta volto e anima in un’interpretazione di rara intensità e finezza.

Pirandello, del resto, è il fil rouge di questa trentesima edizione: al grande scrittore siciliano è consacrata anche la mostra “Pirandello e il cinema”, con installazioni video e manifesti dei film che ne raccontano il rapporto con la settima arte, parte del quale rivive anche nell’opera di Placido.

Nel corso della serata all’attore è stato conferito il premio “Carrubbo d’oro” del Costaiblea Film Festival, scultura di Carmelo Candiano, consegnata dal sindaco di Ragusa, Peppe Cassì, che ha rimarcato valore e crescita della rassegna, quest’anno diffusa con tre grandi schermi in più location.

Accanto al grande ospite, il festival ha proseguito il suo itinerario tra cinema, memoria e territorio.

A Villa Ottaviano spazio al concorso “Premio Costaiblea Giovane Cinema”, curato da Angelo Piccione e dedicato ai giovani filmmaker siciliani, oltre che ad altri lavori espressione della produzione audiovisiva iblea.

Per la sezione “Cinema degli Iblei” è stato presentato Intorno al monumento. Partigiani e Siciliani: storia, memoria e senso comune, documentario di Chiara Ottaviano, con consulenza storica di Rosario Mangiameli e riprese e montaggio di Andrea Giannone.

Nato da due laboratori scolastici di public history, il film mette in relazione la memoria della Liberazione, la storia locale e le nuove generazioni.

Un accostamento significativo con un altro documentario prodotto in terra iblea e dedicato allo sbarco degli alleati, a cura di Cettina Divita, frutto anch’esso di un percorso che ha coinvolto attivamente gli studenti.