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IDENTITÀ DIGITALE

SPID di Poste, fine della gratuità: cosa cambia davvero (e come muoversi senza inciampare)

Sei euro l’anno dal secondo anno, esenzioni mirate e sospensione fino a due anni in caso di mancato pagamento: guida completa e ragionata alla svolta di PosteID, con alternative e contesto regolatorio

Alfredo Zermo

03 Gennaio 2026, 01:26

SPID di Poste, fine della gratuità: cosa cambia davvero (e come muoversi senza inciampare)

Immaginate un lunedì mattina qualunque di gennaio: file virtuali per prenotare un esame, pagare un tributo locale, scaricare un referto. Arrivate al pulsante “Entra con SPID”, inserite le credenziali di PosteID… e il sistema vi blocca: “funzionalità sospesa”. È la fotografia, non così improbabile, di quello che può succedere dall'1 gennaio di quest'anno in poi a chi non rinnova la nuova “funzionalità di accesso” introdotta da Poste Italiane: dal secondo anno, il servizio costa 6 euro/anno (IVA inclusa); il primo resta gratuito per chi attiva ora. Lo ha scritto nero su bianco l’azienda nelle pagine ufficiali, aggiornando le condizioni del servizio.

Cosa è cambiato: il nuovo canone e a chi si applica

  1. Il servizio “PosteID abilitato a SPID” resta gratuito solo per i primi 12 mesi dall’attivazione. Dal secondo anno si paga 6 euro l’anno per la “funzionalità di accesso ai servizi che espongono il logo SPID”.
  2. La novità si applica da 01/01/2026: Poste ha pubblicato la “Comunicazione agli utenti – modifica unilaterale delle Condizioni di Servizio” con la possibilità di recedere senza oneri se non si accettano le modifiche.
  3. Chi ha già SPID con Poste da meno di un anno non paga subito: il canone scatterà alla scadenza del primo anno; chi lo possiede da oltre un anno continuerà a usarlo e pagherà al termine dell’annualità in corso.

Le esenzioni: chi non paga

La funzionalità di accesso SPID di PosteID rimane gratuita per quattro categorie:

  1. minorenni;
  2. cittadini con almeno 75 anni;
  3. residenti all’estero;
  4. titolari di SPID ad uso professionale.Questa lista è indicata nella pagina “Costi di utilizzo del servizio” e ribadita dalle principali agenzie di stampa.

Quando e come si paga: finestre, promemoria e sportello fisico

  1. Quando: la data di pagamento è consultabile nell’area personale su posteid.poste.it o nell’App PosteID. Poste dichiara che invierà un avviso “a partire da 30 giorni prima della scadenza”.
  2. Come:
  3. online con carta di pagamento, dalla propria area o da una pagina dedicata (utile anche per rinnovare per conto di un’altra persona);
  4. in qualsiasi Ufficio Postale, comunicando il codice fiscale del titolare. Non sono richiesti documenti aggiuntivi, né la presenza del titolare se si rinnova per terzi.

E se mi dimentico di pagare? La sospensione (non la cancellazione) fino a 24 mesi

Se non si rinnova alla scadenza, l’“identità digitale” resta tecnicamente attiva ma la “funzionalità di accesso ai servizi SPID” viene sospesa. La sospensione può durare fino a 24 mesi dall’ultimo accesso: in qualsiasi momento si può riattivare pagando il canone annuale e l’accesso viene ripristinato. È una misura che evita la disattivazione immediata ma impedisce l’ingresso ai portali fino al saldo.

“Entro 30 giorni” sì, ma attenzione a cosa: recesso e tempistiche

In queste ore circola la formula “pagare entro 30 giorni dalla scadenza o recedere senza oneri”. È corretto distinguere:

  1. il riferimento ai “30 giorni” è esplicito per la facoltà di recesso senza oneri a seguito della “modifica unilaterale delle Condizioni di Servizio” del 01/01/2026;
  2. per il pagamento, Poste parla di avviso “da 30 giorni prima” e di sospensione alla mancata regolarizzazione alla scadenza, senza un obbligo formale di saldo “entro 30 giorni” dopo la scadenza nelle pagine ufficiali. In ogni caso, la sospensione può protrarsi fino a 24 mesi e cessare a pagamento effettuato.

Perché questa svolta? Il contesto: sostenibilità del sistema e convenzioni SPID

Nell’ottobre 2025 AgID, Assocertificatori e il Dipartimento per la Trasformazione Digitale hanno rinnovato le convenzioni con i gestori SPID, introducendo esplicitamente la possibilità di “valorizzazione economica della base utenti secondo logiche di mercato”, per favorire la sostenibilità del servizio. È il quadro regolatorio che consente ai gestori—tra cui Poste—di prevedere canoni.

Nel frattempo i numeri restano imponenti: nel 2025 si parla di decine di milioni di identità SPID e centinaia di milioni di autenticazioni, mentre cresce la CIE e si prepara l’IT Wallet. L’orientamento istituzionale è quello di razionalizzare, senza interrompere la continuità operativa.

Quanto pesa il canone di Poste rispetto agli altri gestori: un confronto essenziale

Il panorama degli Identity Provider non è uniforme. Alcuni hanno introdotto un canone, altri lo mantengono gratuito (salvo costi di riconoscimento). Ecco una fotografia aggiornata delle condizioni più rilevanti al momento della pubblicazione:

  1. PosteID (Poste Italiane): gratuito il primo anno, poi 6 euro/anno. Esenzioni per minorenni, over 75, residenti all’estero, SPID professionale.
  2. Aruba ID: modello a canone dal secondo anno, listino che indica 4,90 euro + IVA/anno; riconoscimento con webcam opzionale a pagamento.
  3. InfoCert ID: canone annunciato nel 2025 pari a circa 5,98 euro/anno dal secondo anno; condizioni e adesione esplicita per il rinnovo. (Dati confermati da approfondimenti stampa consumer nel 2025.)
  4. Register.it (SpidItalia): canone annunciato nel 2025 di 9,90 euro + IVA/anno.
  5. TIM ID: accesso con SPID dichiarato “gratuito”; possono esserci costi per la sola fase di riconoscimento in negozio (14,99 euro).
  6. Namirial: accesso SPID gratuito; costi solo per il riconoscimento via webcam (19,90 euro + IVA) o per servizi professionali specifici.

Nota bene: tutte le identità SPID sono equivalenti per valore d’uso; a cambiare sono i costi legati al gestore e alle modalità di riconoscimento. L’elenco ufficiale dei gestori abilitati è disponibile sui siti istituzionali.