Economia
Resto al Sud 2.0 e Autoimpiego, molto partecipata l'iniziativa divulgativa promossa da Confcooperative a Ragusa
Per i potenziali giovani imprenditori la possibilità di confrontarsi sugli strumenti messi a disposizione
Si è svolto ieri a Ragusa l’appuntamento “Resto al Sud 2.0 e Autoimpiego”, promosso da Confcooperative territoriale Ragusa attraverso il proprio Cat – Centro assistenza tecnica, che ha registrato una partecipazione ampia e attenta.
L’iniziativa, sostenuta dalla Regione Siciliana e dal Centro per l’impiego di Ragusa, è stata un’occasione di confronto operativo sulle opportunità offerte dai nuovi incentivi all’autoimprenditorialità nel Mezzogiorno, con particolare attenzione ai voucher e ai contributi a fondo perduto previsti dalla misura nazionale.
All’incontro era presente il sindaco, Peppe Cassì, che ha portato il saluto istituzionale sottolineando l’esigenza di creare un ecosistema favorevole alla nascita di nuove imprese e alla valorizzazione dei talenti locali.
L’assessore allo Sviluppo economico, Catia Pasta, ha aperto i lavori ribadendo l’impegno dell’amministrazione nel sostenere chi desidera avviare un’attività autonoma, definendo l’autoimprenditorialità “un investimento sul futuro della città”.
Il presidente territoriale di Confcooperative Ragusa, Luca Campisi, ha proposto una riflessione sul ruolo del movimento cooperativo come risposta attuale alle sfide economiche del territorio. «Resto al Sud 2.0 è un’occasione che non possiamo permetterci di sprecare», ha dichiarato. «La cooperazione è uno strumento capace di generare valore condiviso, aggregare competenze e costruire comunità. Nei momenti più complessi, la cooperazione non solo resiste, ma crea lavoro e coesione. Il nostro impegno è accompagnare i giovani affinché trasformino le loro idee in progetti solidi e radicati nel territorio.»
Accanto a lui, il responsabile d’area di Confcooperative Ragusa, Emanuele Lo Presti, ha evidenziato il ruolo del Cat nel supportare chi intende mettersi in proprio. «Molti giovani hanno idee valide, ma non sanno come orientarsi tra burocrazia, requisiti tecnici e sostenibilità economica», ha affermato. «Il nostro compito è non lasciarli soli, ma accompagnarli passo dopo passo. La cooperazione offre un modello partecipato e inclusivo, capace di ridurre la solitudine imprenditoriale e aumentare le possibilità di successo. Resto al Sud 2.0 può diventare un volano straordinario se accompagnato da competenze, responsabilità e visione.»
Nel corso dei lavori sono intervenuti anche il Centro per l’Impiego di Ragusa, rappresentato da Alberto Distefano, che ha illustrato il contributo dei servizi pubblici per il lavoro nei processi di orientamento e accompagnamento all’autoimpiego; l’assessore alle Politiche giovanili, Simone Digrandi, con una riflessione sul rapporto tra nuove generazioni e impresa; Simone Piceno, manager Hub Rete Palermo di Invitalia, che ha dettagliato le misure previste da Resto al Sud 2.0; il professor Pierluigi Catalfo dell’Università di Catania, con una lettura accademica dei modelli di impresa sostenibile; e i professionisti Michelangelo Aurnia, presidente dell’Ordine dei dottori commercialisti, e Giuseppe Cilia, che hanno approfondito gli aspetti tecnici e fiscali necessari per l’avvio di un’attività.
La giornata ha confermato l’urgenza di una sinergia stabile tra istituzioni, università, professionisti e mondo cooperativo, affinché i giovani possano accedere a percorsi chiari, strumenti concreti e reali opportunità. Confcooperative Ragusa, attraverso il proprio Cat, rinnova l’impegno a promuovere una cultura d’impresa fondata sulla cooperazione, sulla partecipazione e sulla responsabilità condivisa, mettendo a disposizione competenze e accompagnamento per quanti intendano costruire il proprio futuro imprenditoriale.