Attualità
Costruire inclusione, a Ragusa il convegno di Sicindustria per lanciare un patto operativo
Il presidente Cappello: "Dobbiamo recuperare il tempo perduto. E ora ci sono tutte le condizioni per farlo"
Ragusa Ibla, illuminata dalla luce soffusa del pomeriggio che filtrava tra le arcate di San Vincenzo Ferreri, venerdì pomeriggio è stata il palcoscenico in cui un’idea semplice e potente ha preso corpo: fare dell’inclusione non uno slogan, ma un impegno condiviso, una responsabilità collettiva e una promessa concreta per il futuro del territorio.
L’iniziativa “Costruire inclusione. Persone, competenze, imprese: la rete che genera valore”, promossa da Sicindustria Ragusa insieme al Comune di Ragusa e alla Consulta comunale sulla disabilità presieduta da Giovanni Brafa, ha riunito attorno allo stesso tavolo imprese, istituzioni, sanità, professioni e terzo settore.

Non un convegno tradizionale, ma l’avvio di un cammino: trasformare la collaborazione in metodo, la rete in cultura, e la persona nel fulcro di ogni decisione.
Sin dalle introduzioni è apparso evidente che l’inclusione non è un “tema di settore”, ma un orizzonte trasversale che tocca lavoro, scuola, servizi, salute e comunità. Un orizzonte che riguarda ciascuno.
Sul palco si sono alternate voci differenti, legate da un comune denominatore: la convinzione che il territorio ibleo possa diventare un laboratorio di innovazione sociale, dove competitività, sostenibilità e coesione procedano di pari passo.
Il sindaco Peppe Cassì, l’assessora Elvira Adamo, il prefetto Tania Giallongo e il vescovo mons. Giuseppe La Placa hanno testimoniato un’istituzione che non osserva da lontano, ma sceglie di esserci, di partecipare e di assumersi la propria parte di responsabilità.

I dati emersi hanno dato la misura della sfida: in Italia solo il 33% delle persone con disabilità con gravi limitazioni risulta occupato, con percentuali ancor più basse nel Mezzogiorno. Una ferita sociale che non può più essere ignorata.
Da qui l’appello a un cambio di passo culturale e politico: l’inclusione non può restare confinata all’assistenza; deve diventare politica di sviluppo, leva di competitività e investimento sul capitale umano.
Il presidente di Sicindustria Ragusa, Giorgio Cappello, ha espresso con chiarezza questa visione: "L’inclusione non è più solo un tema sociale. È una sfida di modernità e sviluppo. Non possiamo permetterci di lasciare indietro energie, talenti, capacità. Le imprese non sono destinatari di obblighi, ma attori centrali di una nuova visione sociale e produttiva". E ancora: "Da Ragusa parte un messaggio chiaro: quando istituzioni, imprese, sanità, professioni e terzo settore fanno rete, l’inclusione diventa valore reale per tutta la comunità. È questa la sfida del nostro Modello Ragusa 5.0".
Profonda la riflessione del vescovo mons. Giuseppe La Placa, che ha richiamato il lavoro come diritto universale: "Una società è giusta quando non lascia indietro nessuno. Un Paese diventa generativo quando sa accogliere le differenze e trasformarle in risorse. La rete della partecipazione deve diventare cultura, non solo tema da convegni, ma pratica quotidiana".
Le sessioni operative, ricche di contributi tecnici e testimonianze, hanno evidenziato la necessità di integrare competenze diverse: Inps, Inail, Asp, Centro per l’impiego, sindacati, ordini professionali, associazioni datoriali, cooperazione e terzo settore. Ognuno con una porzione di responsabilità e di soluzione.
Nelle conclusioni, affidate al vicepresidente di Sicindustria Leonardo Licitra, è emersa una volontà condivisa: proseguire, trasformare il confronto in progettazione, e costruire una rete territoriale permanente per l’inserimento lavorativo e la piena partecipazione sociale, capace non solo di reagire ma di anticipare, accompagnare e generare opportunità.
A Ragusa Ibla, ieri, non si è chiuso un evento: è iniziato un percorso. Un tracciato che pone al centro le persone, le loro competenze e la loro dignità. Un invito rivolto a imprese, istituzioni e comunità a fare la propria parte.
L’obiettivo: tradurre l’inclusione in valore e il valore in futuro.