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Le autorizzazioni per i nuovi insediamenti del polo avicolo a Modica, il Pd chiede spiegazioni

"Spiegateci perché il Suap ha dato le autorizzazioni in aree classificate come agricole". E scoppia la polemica

16 Giugno 2026, 16:54

17:01

Le autorizzazioni per i nuovi insediamenti del polo avicolo a Modica, il Pd chiede spiegazioni

Il polo avicolo modicano è una delle realtà trainanti dell'economia locale

Modica, nuovo fronte politico-amministrativo sulle autorizzazioni rilasciate dal S U A P il 23 dicembre 2025 per la costruzione di allevamenti avicoli in zone classificate agricole.

I consiglieri comunali Giovanni Spadaro e Ivana Castello hanno depositato un’interrogazione indirizzata al Sindaco, al Presidente del Consiglio comunale e agli assessori all’Urbanistica e all’Ambiente, chiedendo chiarimenti puntuali sulle procedure adottate e sulle verifiche preliminari svolte dagli uffici.

Secondo i due esponenti consiliari, le strutture assentite non possono essere ricondotte a mere attività rurali: dimensioni, densità di capi e gestione dei reflui le avvicinerebbero più a stabilimenti di tipo industriale che a tradizionali insediamenti agricoli.

Una differenza sostanziale che, a loro giudizio, imponeva un’analisi molto più stringente del grado di urbanizzazione delle aree interessate, della viabilità esistente e della capacità delle reti tecnologiche di reggere il carico indotto da impianti di tale portata.

Spadaro e Castello richiamano anche il tema delle distanze tra gli allevamenti autorizzati e le abitazioni circostanti, in alcuni casi ritenute così ridotte da esporre i residenti a rischi immediati connessi a emissioni odorigene, qualità dell’aria e possibili profili di insalubrità, come previsto dagli articoli 216 e 217 del Testo Unico delle Leggi Sanitarie.

Una prossimità che, secondo i firmatari, potrebbe incidere sensibilmente sulla qualità della vita delle famiglie che risiedono nelle zone rurali coinvolte.

L’atto ispettivo investe inoltre la legittimità dei titoli edilizi rilasciati dallo Sportello Unico per le Attività Produttive. La giurisprudenza amministrativa, ricordano i consiglieri, esige la preventiva acquisizione di tutte le autorizzazioni ambientali e sanitarie necessarie; l’eventuale carenza, incompletezza o irregolarità degli atti presupposti potrebbe riflettersi sulla validità dei permessi, esponendoli al rischio di annullamento in autotutela o in sede giurisdizionale.

Nel documento si sottolinea il dovere dell’Amministrazione comunale di contemperare la libera iniziativa economica con la tutela della salute pubblica e dell’ambiente, evitando che le zone agricole si trasformino in aree di fatto deregolamentate, dove insediamenti ad alto impatto possano ottenere via libera senza un quadro normativo definito e senza un’adeguata pianificazione.

Per queste ragioni, Spadaro e Castello sollecitano il Sindaco a chiarire se siano state condotte verifiche complete sullo stato di urbanizzazione dei siti, se siano state controllate le distanze dagli insediamenti residenziali, se l’impatto ambientale degli allevamenti sia stato oggetto di valutazione e se tutte le autorizzazioni prescritte siano state effettivamente acquisite.

Chiedono inoltre se l’Amministrazione intenda avviare accertamenti ispettivi in autotutela e quali iniziative di natura regolamentare o pianificatoria intenda adottare per disciplinare in modo chiaro gli impianti zootecnici intensivi, anche attraverso varianti urbanistiche o regolamenti specifici.