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Attualità

Vittoria, Lenzo: "Restituire ai centri storici i ruoli che meritano"

L'analisi del presidente sezionale Confcommercio su uno dei principali vulnus della nostra epoca

26 Giugno 2026, 09:56

10:00

Gregorio Lenzo

Il presidente sezionale Confcommercio Vittoria Gregorio Lenzo

Il presidente sezionale di Confcommercio Vittoria, Gregorio Lenzo, interviene sul tema – ormai diffuso in molte realtà urbane – della profonda metamorfosi dei centri storici e della necessità di una tutela concreta, fondata su politiche coordinate e su una visione realmente condivisa.

A suo avviso, l’identità dei nuclei antichi è stata stravolta negli ultimi anni da diversi fattori: la espansione delle piattaforme digitali, l’incremento dei flussi migratori, il mutamento degli stili di consumo e delle abitudini sociali. Dinamiche che hanno ridefinito il concetto di prossimità e il ruolo dei luoghi simbolici delle città.

«Di fronte a questi cambiamenti diventa indispensabile ripensare il ruolo dei centri storici, preservandone l’identità, il patrimonio artistico e culturale, le funzioni sociali e l’equilibrio economico. Solo così potranno continuare a rappresentare il cuore vivo delle nostre comunità».

Per Confcommercio Vittoria, la salvaguardia e il rilancio del cuore antico non possono essere affidati a interventi sporadici o azioni estemporanee. Servono strategie sinergiche che coinvolgano istituzioni, scuole, forze politiche, associazioni di categoria e operatori del commercio: un impegno collettivo capace di superare steccati ideologici e visioni di parte, nella consapevolezza che il destino del centro cittadino riguarda l’intera collettività.

«Sono tentativi che dobbiamo avere il coraggio di compiere insieme – prosegue Lenzo – perché i centri storici non appartengono a una sola parte, ma a tutta la comunità. Solo unendo le forze potremo consegnare alle nuove generazioni un patrimonio artistico, culturale, sociale ed economico solido, vivo e vitale, sul quale costruire identità e nuove opportunità di crescita».

Alla visione deve però affiancarsi una strumentazione operativa. L’associazione richiama l’attenzione su regolamenti aggiornati, politiche di riuso degli immobili sfitti e interventi urbanistici di valorizzazione, per restituire funzione e vitalità al tessuto edilizio dei centri storici.

Un tema reso ancora più attuale dalle modifiche normative del 2024 che incidono sulla legge 28/99 in materia di classificazione dei limiti dimensionali e che, per i Comuni fino a 100.000 abitanti, introducono una nuova tipologia di esercizi di vicinato fino a 450 metri quadrati.

In contesti dove la rete commerciale del “salotto” urbano è storicamente caratterizzata da superfici inferiori ai 150 mq – come previsto dalla precedente disciplina – la possibilità di accorpamento, tramite specifiche manifestazioni di interesse e accordi tra privati, può diventare un’opportunità per rendere gli immobili più attrattivi, favorire investimenti qualificati, stimolare nuove aperture e avviare una rigenerazione coerente con l’identità dei luoghi.

Su questo punto Lenzo puntualizza: «Non possiamo limitarci a fotografare una realtà che progressivamente tende ad arretrare. Dobbiamo creare le condizioni affinché gli operatori possano investire, innovare, crescere. L’accorpamento delle superfici, se ben regolato, può diventare uno strumento strategico per riportare funzioni economiche qualificate nei centri storici, evitando che restino contenitori vuoti o spazi marginali».

Parallelamente, occorre immaginare servizi e spazi contemporanei, come workstation urbane: luoghi attrezzati in cui le nuove generazioni possano sostare, ricaricare i dispositivi, connettersi e condividere contenuti multimediali. Strumenti capaci di trasformare il centro non solo in un luogo della memoria, ma anche in uno spazio attuale di relazione, lavoro e innovazione.

«Se vogliamo che i giovani tornino a vivere il centro – conclude Lenzo – dobbiamo offrire loro motivi reali per farlo. Non bastano gli eventi: servono servizi, spazi funzionali, opportunità di socialità e lavoro. Il centro storico deve diventare un luogo dove si può studiare, lavorare, incontrarsi, creare. Solo così tornerà a essere un luogo vissuto e non solo visitato».

Confcommercio Vittoria ribadisce quindi l’esigenza di una strategia condivisa, capace di affrontare la complessità del presente e di restituire ai centri storici il ruolo che meritano: luoghi di vita, relazione, cultura e sviluppo.