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Bocciatura del Pug a Scicli, Confcommercio: "La politica smetta di litigare e non penalizzi l'economia locale"
Dura presa di posizione del presidente sezionale dell'associazione di categoria, Daniele Russino
La recente bocciatura del preliminare del Piano urbanistico generale (Pug) segna un passaggio estremamente delicato per il futuro di Scicli. A sostenerlo è Daniele Russino, presidente della sezione di Confcommercio Scicli, che interviene per chiarire la posizione dell’organizzazione e richiamare la classe dirigente alle proprie responsabilità.
«Come rappresentante di Confcommercio sento il dovere di fare chiarezza su un passaggio decisivo per il futuro di tutti noi. La recente bocciatura del preliminare al Pug non è solo un fatto politico: è lo specchio di un metodo che va radicalmente cambiato».
Secondo Russino, la città non può essere ostaggio di contrapposizioni interne né di decisioni assunte senza un autentico confronto con la comunità: «Bloccare lo sviluppo significa congelare il futuro delle nostre imprese, dei commercianti e dei cittadini. Tuttavia, lo sviluppo non può avvenire a qualunque costo, né tantomeno al buio».
Il presidente di Confcommercio Scicli rivolge una critica esplicita all’intero ceto politico locale, a partire dall’Amministrazione comunale: «Tentare di far passare nelle segrete stanze, senza il dovuto confronto e senza dare spiegazioni trasparenti alla città, un atto fondamentale che segnerà i prossimi dieci anni del nostro territorio è un errore imperdonabile. I cittadini e le categorie produttive hanno il diritto di capire, partecipare ed essere ascoltati quando si decide il destino urbanistico ed economico della comunità».
Per Russino, l’esito dello scontro istituzionale si traduce in una sconfitta per tutti: «Da un lato un’amministrazione che ha peccato di presunzione e mancanza di trasparenza, dall’altro una politica che rischia di bloccare la crescita per logiche di fazione».
Da qui l’appello a un cambio di passo immediato: «Chiediamo con forza che si azzerino i personalismi. La città ha bisogno di segnali di maggiore chiarezza, di una pianificazione aperta al dialogo e di uno sviluppo che sia sinonimo di crescita condivisa, non di decisioni calate dall’alto».