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Attualità

Caos aeroporti nel Sud est Sicilia, la Cna territoriale di Ragusa: "Ristori alle imprese"

L'associazione di categoria si rivolge alla deputazione iblea e al presidente del Libero consorzio affinché intervengano nei confronti della Regione

14 Agosto 2026, 15:29

The territorial Cna of Ragusa in discussion with MEP Giuseppe Antoci

Il segretario Caccamo e il presidente Roccuzzo

La chiusura e le pesanti limitazioni operative degli aeroporti di Catania e Comiso stanno provocando un impatto economico senza precedenti su tutto il comparto turistico e commerciale del territorio ibleo.

Da giorni la Cna territoriale di Ragusa è sommersa da telefonate, messaggi e segnalazioni: a rivolgersi all’associazione sono soprattutto gestori di strutture ricettive, ristoratori e operatori dell’indotto, alle prese con disdette a catena, riprogrammazioni su Palermo, turisti costretti a percorrere centinaia di chilometri, notti insonni per riorganizzare arrivi e partenze e costi imprevisti per Ncc e trasferimenti.

Una confusione che sta piegando un settore già provato da recenti emergenze.

Stiamo ricevendo centinaia di segnalazioni – spiega il presidente territoriale Cna Ragusa, Giampaolo Roccuzzo – e tutte raccontano la stessa storia: disdette, cancellazioni, posticipazioni, pernottamenti persi, trasferte improvvisate. L’indotto è allo stremo. Non si può pensare che un territorio intero debba resistere da solo davanti a un disastro di questa portata. È agosto, il mese economicamente più importante dell’anno: ogni giorno perso significa un colpo durissimo per le imprese e per i lavoratori”.

Il segretario territoriale, Carmelo Caccamo, parla di criticità strutturali denunciate da anni. “Non ci si può accorgere di Comiso solo quando Catania va in tilt. È da tempo che diciamo che lo scalo è stato marginalizzato, trattato come una ruota di scorta. Più volte abbiamo evidenziato la questione e chiesto alla Sac di assumere impegni, in incontri con i portatori di interessi del territorio, che erano stati presi ma, a quanto pare, non attuati. E oggi paghiamo il prezzo di questa miopia. Non esiste un piano strategico alternativo, non esistono collegamenti rapidi tra Catania e Palermo, non esiste una rete di trasporti interna degna di una regione che vive di turismo. È inaccettabile che un evento naturale, come la cenere dell’Etna, paralizzi un’intera economia”.

Roccuzzo e Caccamo ricordano, inoltre, i danni già subiti negli ultimi anni: l’incendio all’aeroporto di Catania, il ciclone “Harry” – seppur in periodo invernale – e altre emergenze che, in tempi diversi, hanno colpito il settore. “Ma ciò che sta accadendo adesso è ancora più grave, perché avviene nel cuore dell’estate. Chi risarcirà tutto questo? Chi si farà carico delle perdite? Non possiamo lasciare sole le imprese”.

La Cna territoriale di Ragusa sollecita la deputazione regionale dell’area iblea e il presidente del Libero Consorzio comunale a farsi parte attiva presso la Regione per predisporre un intervento straordinario immediato, con l’istituzione di un fondo specifico di ristoro destinato a tutte le categorie colpite, non solo agli alberghi ma all’intera filiera: ristorazione, trasporti, servizi turistici, attività commerciali.

Serve un segnale forte – concludono Roccuzzo e Caccamo – perché la Sicilia non può continuare a vivere di emergenze e improvvisazione. È tempo di assumersi responsabilità e di proteggere chi lavora, chi investe, chi tiene in piedi l’economia del territorio”.