Attualità
Buoni postali del 1999, il giudice di pace di Modica riconosce il diritto al rimborso
Respinta l'eccezione di prescrizione sollevata da Poste italiane
Con una decisione di rilievo, il giudice di pace Giuseppina Italia ha riconosciuto il diritto al rimborso di due buoni postali fruttiferi emessi nel 1999, respingendo l’eccezione di prescrizione sollevata da Poste Italiane. Con sentenza del 17 settembre 2026, l’ufficio giudiziario ha condannato l’ente a corrispondere 1.549,38 euro, oltre agli interessi legali e alle spese di lite, in favore del sottoscrittore, un cittadino modicano assistito dall’avvocata Beatrice Di Pentima. I titoli, dal valore nominale di un milione di lire ciascuno, erano stati rilasciati il 29 novembre 1999.
Poste Italiane aveva negato il pagamento sostenendo che i buoni appartenessero alla serie “CB”, con scadenza nel novembre 2010 e conseguente prescrizione decennale maturata nel 2020. La difesa dell’investitore ha però evidenziato come dalla documentazione consegnata non fosse possibile individuare con chiarezza né la scadenza, né la durata dell’investimento, né il termine per il rimborso: uno dei buoni era privo dell’indicazione della serie, mentre sull’altro figurava soltanto una nota manoscritta con la dicitura “Serie CB”.
Il giudice ha fatto proprie le argomentazioni della legale, richiamando i principi di correttezza, buona fede e trasparenza che impongono all’intermediario di informare in modo adeguato il risparmiatore. Secondo la pronuncia, “non si può pretendere che sia il cittadino a ricercare autonomamente le informazioni mancanti nella normativa o nella Gazzetta Ufficiale quando il titolo stesso non consente di individuarne la disciplina applicabile”. Il passaggio decisivo stabilisce che, qualora il documento non permetta al sottoscrittore di conoscere gli elementi essenziali per esercitare il proprio diritto, la prescrizione ai sensi dell’articolo 2935 del codice civile non può ritenersi decorso validamente, e l’incertezza sul contenuto ricade sull’emittente. La sentenza si inserisce in un orientamento di merito che valorizza la concreta conoscibilità delle condizioni dei buoni, consentendo in questo caso di superare l’eccezione di prescrizione a quasi ventisette anni dall’emissione.