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Economia

"Finanziare il futuro", la Cna territoriale di Ragusa ha promosso un confronto su credito e sviluppo

In primo piano anche politiche specifiche che attraverso il sistema bancario possono sostenere le imprese

30 Settembre 2026, 08:20

08:30

"Finanziare il futuro", la Cna territoriale di Ragusa ha promosso un confronto su credito e sviluppo

L'iniziativa di ieri sera

Accesso al credito, strumenti finanziari innovativi, sostegno agli investimenti e maggiore attenzione ai territori produttivi. Sono stati questi i temi al centro dell'incontro partecipatissimo “Finanziare il futuro. Credito, imprese e sviluppo del territorio”, promosso ieri sera dalla Cna territoriale di Ragusa che ha richiamato imprenditori, rappresentanti delle istituzioni, operatori economici e del sistema bancario per un momento di approfondimento dedicato alle prospettive di crescita delle imprese locali

Ad aprire i lavori è stato il presidente della Cna territoriale di Ragusa, Giampaolo Roccuzzo, che ha evidenziato come la forza di una grande organizzazione risieda nella capacità di affiancare alla rappresentanza sindacale servizi, competenze e strumenti concreti a favore delle aziende. «Il credito oggi è uno degli strumenti fondamentali per accompagnare gli investimenti e la crescita delle imprese», ha sottolineato, richiamando i dati che testimoniano la vitalità del tessuto produttivo ibleo.

I numeri illustrati nel corso dell'incontro confermano infatti una significativa capacità di investimento delle imprese associate. Nel 2025 sono stati deliberati finanziamenti garantiti per oltre 13,9 milioni di euro, ai quali si sono aggiunti 1,4 milioni di euro di credito diretto. Nei primi nove mesi del 2026 le garanzie su finanziamenti deliberati hanno già raggiunto quota 11,9 milioni di euro, mentre il credito diretto si attesta a 947mila euro. Dati che, come ha spiegato il segretario territoriale della Cna, Carmelo Caccamo, nella propria relazione, certificano il peso specifico dell'economia ragusana all'interno del sistema del credito. In particolare, Caccamo ha rilevato che nel secondo trimestre del 2026 la provincia di Ragusa ha registrato 452 nuove iscrizioni di imprese a fronte di 374 cessazioni, con un saldo positivo di 78 attività e un tasso di crescita dello 0,22 per cento, leggermente inferiore allo stesso trimestre dell’anno scorso. La provincia di Ragusa rimane comunque una delle realtà più artigiane del Mezzogiorno con 5.917 imprese artigiane su 36.515 complessive pari al 16,8% del totale. “Ma come finanziamo questa crescita? – si è chiesto Caccamo – ecco perché il tema del credito diventa essenziale. Perché il credito può essere uno strumento di trasformazione. Finanziare il futuro significa finanziare progetti buoni”.

Particolarmente significativa anche la fotografia emersa dai dati presentati da Paolo Mariani, direttore generale del consorzio fidi Uni.Co., che ha analizzato l'evoluzione del credito negli ultimi quindici anni. Mariani ha evidenziato come il sistema bancario operi secondo logiche sempre più orientate alla redditività e come le micro e piccole imprese abbiano subito una drastica riduzione dell'accesso ai finanziamenti. Secondo i dati illustrati, in Italia il credito alle imprese con meno di venti addetti si è ridotto di circa il 49% dal 2011 a oggi, mentre in Sicilia il numero delle imprese è rimasto sostanzialmente stabile a fronte di una forte contrazione delle risorse finanziarie disponibili. Da qui il ruolo strategico dei confidi, chiamati a fungere da collegamento tra imprese e sistema creditizio, favorendo l'accesso alle risorse necessarie per gli investimenti.

Nel corso dell'incontro sono intervenuti anche il responsabile della struttura Più Artigianato di Palermo, Pietro Tortorici, e, in collegamento da remoto, il direttore generale del Dipartimento regionale Attività produttive, Dario Cartabellotta, che si sono confrontati sulle criticità e sulle prospettive delle misure regionali di sostegno alle imprese.

Tra i temi maggiormente dibattuti quello relativo alla misura "Più Artigianato", considerata dalla Cna uno strumento fondamentale per sostenere gli investimenti delle aziende artigiane siciliane. Il presidente Roccuzzo ha evidenziato le preoccupazioni legate al rallentamento della piattaforma gestionale, chiedendo un rapido ritorno alla piena operatività e un’accelerazione delle procedure, affinché le imprese possano programmare e realizzare gli investimenti senza incertezze e ritardi.

Erano presenti anche il segretario regionale Cna Sicilia, Piero Giglione, e i vertici regionali del consorzio Uni.co. Rosario Carlino, Nunzia La Rosa e il componente del cda Giampaolo Miceli oltre ai sindaci di Ragusa e Vittoria, Peppe Cassì e Francesco Aiello, e ai rappresentanti del sistema bancario regionale e locale. Durante i lavori, è stato sottolineato il contributo determinante delle imprese artigiane e delle piccole attività produttive alla crescita economica e sociale del territorio. In particolare, il primo cittadino di Ragusa ha richiamato il dato dei 610mila visitatori registrati in città nel corso di questi mesi, risultato che testimonia la crescente attrattività del territorio e la necessità di rafforzare gli strumenti a sostegno delle imprese locali.

A concludere i lavori è stato il presidente regionale della Cna Sicilia, Filippo Scivoli, che ha ribadito la necessità di costruire un sistema del credito sempre più vicino alle esigenze reali delle imprese, capace di integrare credito bancario, garanzie, credito diretto, finanza agevolata e strumenti pubblici. Un percorso che, come emerso dal confronto di ieri sera, passa anche da una maggiore valorizzazione del contributo che territori dinamici come quello ragusano stanno garantendo alla crescita dell'economia siciliana.

L'incontro, moderato dal giornalista Giorgio Liuzzo, ha confermato, in sostanza, come il tema dell'accesso al credito rappresenti oggi una delle principali sfide per il sistema produttivo. Una sfida che Cna Ragusa intende affrontare continuando a fare rete con istituzioni, sistema bancario e organismi di garanzia, nella convinzione che dietro ogni finanziamento ci sia un'impresa che investe e, quindi, una concreta opportunità di sviluppo per l'intero territorio.