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Paoli Zampolli: "A mia zia soldi per l'intervista a Report. Lei è la ladra e anche razzista verso il Sud". Ranucci: «Mai pagato una fonte»
L'inviato di Trump in Italia, respinge le accuse che gli rivolge la sorella di sua madre in tv
"Sapevo di avere una zia ladra, ho scoperto che è anche razzista". Paoli Zampolli, inviato del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump in Italia, fa le sue precisazioni in merito all'intervista rilasciata da una sua zia, sorella della madre, alla trasmissione Report di Sigfrido Ranucci. Sara Gregorini, che elogia sua sorella definendola una persona molto in gamba, accusa il nipote, da lei considerato come una sorta di "pecora nera" della famiglia, di aver fatto interdire la madre, relegandola in una Rsa, per interesse.
Zampolli afferma di avere saputo dal figlio della zia che è stata pagata per rilasciare l'intervista, essendo alla "canna del gas". “Mia zia rubava a mia madre, affetta da alzheimer, soldi, gioielli persino le lenzuola. Il ricovero in una primaria RSA milanese è avvenuto perché mia madre non era più autosufficiente e necessitava di cure costanti”
L'inviato di Trump fa inoltre notare l’accusa razzista fatta dalla zia sostenendo che il nipote avrebbe preso la terza media nelle scuole del Meridione perché "in quelle del Nord lo avrebbero bocciato". In realtà lui ha ottenuto la maturità dovendo poi abbandonare gli studi universitari dopo la morte del padre. “Zampolli ama la gente del Sud e trova offensivo questa tipo di condurre inchieste giornalistiche che ormai sconfinano nel gossip di bassa lega", spiega una nota.
Riguardo poi al suo titolo di studio, Zampolli commenta: "Se con la terza media riesco a interfacciarmi con tutti i potenti del mondo vuol dire che sono proprio bravino…."
Sigfrido Ranucci su Facebook ha replicato: «Quanto detto dall'inviato di Trump, Paolo Zampolli, a La Sicilia, non corrisponde a verità. Reportnon ha mai pagato una fonte nella sua storia. Domani Report trasmetterà l'intervista alla zia di Zampolli e un suo audio inedito».